(troppo vecchio per rispondere)
Cosa fa l'insegnante di sostegno.
Arkannen
2010-01-08 13:19:03 UTC
A) Arriva in classe e si siede accanto al suo studente e lavora con lui.
B) Arriva in classe, si prende lo studente e se lo porta via a lavorare.
C) In classe non si fa vedere proprio, perché manca lo studente.
D) In classe non si fa vedere proprio, anche se c'è lo studente, perché
impegnato a fare altro.
E) Arriva in classe, si mette in un angolo e si fa i cazzi suoi perché ha
detto al preside che lui è l'insegnante della classe e che quindi non può
andare a fare supplenze.

Se qualcuno ha assistito a scene differenti vuol dire che è un coglione,
un comunista o un Paolo Fasce... o anche tutti e tre insieme.

..
Marco O. dallo zero finale della congettura di Riemann
2010-01-08 13:34:12 UTC
Post by Arkannen
A) Arriva in classe e si siede accanto al suo studente e lavora con lui.
In classe di Stefano (3° elementare) A-bis: si siede accanto al suo
allievo e lavora con lui, però nelle ore di geografia e scienze si
scambia con l'insegnante di classe.

M.
rob-pat
2010-01-08 13:57:26 UTC
ormai sembra diventata una cosa personale... ma essendo un insegnante di
sostegno devo risponderti.
Post by Arkannen
A) Arriva in classe e si siede accanto al suo studente e lavora con lui.
può capitare in alcuni momenti della giornata, ma generalmente preferisco
lavorare come supporto all'insegnante aiutando tutti i ragazzi che si trovano
in difficoltà in quel momento
Post by Arkannen
B) Arriva in classe, si prende lo studente e se lo porta via a lavorare.
non mi piace molto uscire da solo col ragazzo e quindi evito di farlo.
Preferisco uscire con un piccolo gruppo di studenti (tra cui il ragazzo
certificato) quando è necessario un ripasso o un approfondimento.
Post by Arkannen
C) In classe non si fa vedere proprio, perché manca lo studente.
forse c'è chi sbagliando queste cose le fa. Io cerco di supportare
l'insegnante nella lezione che sta facendo in classe.
Post by Arkannen
D) In classe non si fa vedere proprio, anche se c'Ú lo studente, perché
impegnato a fare altro.
inutile nascondere che in alcuni momenti può succedere di essere impegnati a
fare altro (organizzazione di progetti scolastici, organizzazione di
materiali, supporto informativo agli insegnanti curricolari) specie se si
hanno incarichi di coordinamento o legati alla gestione di laboratori ecc.
ma al di la di situazioni eccezionali la priorità va assolutamente data
all'attività didattica in classe.
Post by Arkannen
E) Arriva in classe, si mette in un angolo e si fa i cazzi suoi perché ha
detto al preside che lui Ú l'insegnante della classe e che quindi non può
andare a fare supplenze.
la legge prevede che l'insegnante si dedichi alla classe a cui è assegnato
(non quindi farsi i cazzi suoi, ma supportare la lezione e lavorare sulle
dinamiche di gruppo), ma in alcune occasioni di bisogno, quando l'alunno
certificato non c'era, mi è capitato di fare supplenza.
Post by Arkannen
Se qualcuno ha assistito a scene differenti vuol dire che Ú un coglione,
un comunista o un Paolo Fasce... o anche tutti e tre insieme.
????
--
Questo articolo e` stato inviato dal sito web http://www.nonsolonews.it
Marco O. dallo zero finale della congettura di Riemann
2010-01-08 14:46:50 UTC
Post by rob-pat
ormai sembra diventata una cosa personale... ma essendo un insegnante di
sostegno devo risponderti.
Secondo me Pantegannen ha bisogno di uno studente di sostegno. Uno che
lo stia a sentire. Poverino...

M.
Paolo Fasce
2010-01-08 16:19:05 UTC
Post by Arkannen
A) Arriva in classe e si siede accanto al suo studente e lavora con lui.
Per gran parte del mio tempo, faccio proprio questo.
Post by Arkannen
B) Arriva in classe, si prende lo studente e se lo porta via a lavorare.
Rarissimamente. Mai da solo con lui, eventualmente con un gruppetto di
ragazzi, tra i quali anche lui.
Post by Arkannen
C) In classe non si fa vedere proprio, perché manca lo studente.
Che il mio studente ci sia, che non ci sia, io sono in classe. A volte
qualche collega "mi dispensa" e io gli spiego come stanno le cose,
quindi resto in classe.
Post by Arkannen
D) In classe non si fa vedere proprio, anche se c'è lo studente, perché
impegnato a fare altro.
A me personalmente non capita mai, ma sono pronto a scommettere che
questo succede statisticamente in misura uguale a qualsiasi insegnate
(categorizzato per materie, sesso, religione, altezza, eta').
Post by Arkannen
E) Arriva in classe, si mette in un angolo e si fa i cazzi suoi perché ha
detto al preside che lui è l'insegnante della classe e che quindi non può
andare a fare supplenze.
Questo puo' succedere se gli insegnanti curricolari sono dei cretini.
Personalmente ho le spalle professionalmente larghe e quando mi e'
capitato di essere in compresenza con siffatte persone, hanno capito chi
avevano davanti e, anche a seguito di qualche battibecco (non da me
provocato) hanno capito che ero li' per collaborare, non per pestare
piedi, ne perche' altri me li pestassero.

Si tratta di situazioni abbastanza rare.
Post by Arkannen
Se qualcuno ha assistito a scene differenti vuol dire che è un coglione,
un comunista o un Paolo Fasce... o anche tutti e tre insieme.
Il male e' nell'occhio di chi guarda.

Ciao ciao.
--
Paolo Fasce

"Je ne veux pas mourir idiot" (Georges Wolinski, Mai 1968)
filippo
2010-01-08 16:48:39 UTC
Post by Arkannen
A) Arriva in classe e si siede accanto al suo studente e lavora con lui.
B) Arriva in classe, si prende lo studente e se lo porta via a lavorare.
C) In classe non si fa vedere proprio, perché manca lo studente.
D) In classe non si fa vedere proprio, anche se c'è lo studente, perché
impegnato a fare altro.
E) Arriva in classe, si mette in un angolo e si fa i cazzi suoi perché ha
detto al preside che lui è l'insegnante della classe e che quindi non può
andare a fare supplenze.
Se lo studente disabile e' in classe l'insegnante di sostegno non
puo' (non potrebbe...poi la realta' e' quella che e') essere occupato
in altre attivita' al di fuori della classe.
Fathermckenzie
2010-01-08 16:58:16 UTC
Post by Paolo Fasce
Post by Arkannen
A) Arriva in classe e si siede accanto al suo studente e lavora con lui.
Per gran parte del mio tempo, faccio proprio questo.
Si dovrebbe precisare meglio che lavorare con uno studente diversamente
abile (non "il suo" studente per i motivi già detti) non significa che
l'IS debba sedersi accanto a lui, né per tutto né per la maggioranza del
tempo, formando un sistema isolato. Come altri hanno specificato, l'IS
può svolgere il suo lavoro anche:
- partecipando attivamente alla lezione (i suoi contributi e le sue
integrazioni alla spiegazione del collega vanno a vantaggio di tutta la
classe, compreso l'alunno H);
- lavorando in gruppi ristretti, cui, oltre all'lunno H, possono prender
parte altri ragazzi che abbiano bisogno, a qualsiasi titolo, di
ulteriori spiegazioni, di recuperare una parte di programma, etc.;
- attivando modalità didattiche alternative a vantaggio dell'intera
classe o di sottgruppi;
- nelle materie di sua competenza, lIS può affiancare o addirittura
scambiarsi di ruolo con il collega curriculare; oltretutto, come altre
volte ho sostenuto, la didattica a più voci è quasi sempre più efficace,
e sempre più adatta a venire incontro alle esigenze e agli stili
cognitivi che si manifestano nella classe;
e via dicendo, il limite è solo nella competenza e nella voglia di lavorare.
Ricordo inoltre i casi, più numerosi di quanto comunemente si pensi e a
cui ho assistitovarie volte nelle classi, in cui l'alunno H non gradisce
-con modalità che spaziano dall'insofferenza al rifiuto aperto- la
presenza assidua dell'IS, che lo farebbe sentire sminuito di fronte al
gruppo, il che costringe, in un certo senso, l'IS a cercare strategie
alternative.
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Arkannen
2010-01-08 16:58:25 UTC
Post by rob-pat
ormai sembra diventata una cosa personale... ma essendo un insegnante di
sostegno devo risponderti.
Giusto per mettere i puntini sulle i, non sto dando addosso agli
insegnanti di sostegno e/o al loro lavoro che ritengo tanto utile quanto
adeguato.
Vi è soltanto una disputa in atto con Paolo Fasce che a sentire lui
l'insegnante di sostegno è uno spirito divino calato in terra che aleggia
fra le aule occupandosi solo di massimi sistemi.
Il lavoro dell'insegnante di sostegno è di occuparsi dello studente
disabile nel modo che più ritiene opportuno farlo, ma senza spostare in
alcun caso il centro della sua attenzione che deve essere lo studente e
non genericamente la classe o altra entità.

..
Arkannen
2010-01-08 17:25:00 UTC
Se lo studente disabile e' in classe l'insegnante di sostegno non puo'
(non potrebbe...poi la realta' e' quella che e') essere occupato in
altre attivita' al di fuori della classe.
Ma sì che può e anche legalmente, metti che ci sia una riunione del
gruppo H in concomitanza con il suo orario di servizio, cosa che capita
quasi sempre...
Guarda che cmq io non ho elencato comportamenti disdicevoli, ho
semplicemente fotografato la realtà.
Realtà che collide con la generica affermazione "io sono l'insegnante
della classe".
Affermazione che nella sostanza è solo una collezione di ovvietà, visto
che tutti gli insegnanti sono insegnanti della classe per tutto il tempo
che permangono in quella classe.

..
Paolo Fasce
2010-01-08 18:01:04 UTC
Post by Arkannen
Giusto per mettere i puntini sulle i, non sto dando addosso agli
insegnanti di sostegno e/o al loro lavoro che ritengo tanto utile quanto
adeguato.
Vi è soltanto una disputa in atto con Paolo Fasce che a sentire lui
l'insegnante di sostegno è uno spirito divino calato in terra che aleggia
fra le aule occupandosi solo di massimi sistemi.
Il lavoro dell'insegnante di sostegno è di occuparsi dello studente
disabile nel modo che più ritiene opportuno farlo, ma senza spostare in
alcun caso il centro della sua attenzione che deve essere lo studente e
non genericamente la classe o altra entità.
Se e' questo che hai capito del mio argomentare, non mi sono spiegato bene.

Ciao ciao.
--
Paolo Fasce

"Je ne veux pas mourir idiot" (Georges Wolinski, Mai 1968)
Paolo Fasce
2010-01-08 18:02:22 UTC
Post by Fathermckenzie
Si dovrebbe precisare meglio che lavorare con uno studente diversamente
abile (non "il suo" studente per i motivi già detti) non significa che
l'IS debba sedersi accanto a lui, né per tutto né per la maggioranza del
tempo, formando un sistema isolato. Come altri hanno specificato, l'IS
- partecipando attivamente alla lezione (i suoi contributi e le sue
integrazioni alla spiegazione del collega vanno a vantaggio di tutta la
classe, compreso l'alunno H);
- lavorando in gruppi ristretti, cui, oltre all'lunno H, possono prender
parte altri ragazzi che abbiano bisogno, a qualsiasi titolo, di
ulteriori spiegazioni, di recuperare una parte di programma, etc.;
- attivando modalità didattiche alternative a vantaggio dell'intera
classe o di sottgruppi;
- nelle materie di sua competenza, lIS può affiancare o addirittura
scambiarsi di ruolo con il collega curriculare; oltretutto, come altre
volte ho sostenuto, la didattica a più voci è quasi sempre più efficace,
e sempre più adatta a venire incontro alle esigenze e agli stili
cognitivi che si manifestano nella classe;
e via dicendo, il limite è solo nella competenza e nella voglia di lavorare.
Ricordo inoltre i casi, più numerosi di quanto comunemente si pensi e a
cui ho assistitovarie volte nelle classi, in cui l'alunno H non gradisce
-con modalità che spaziano dall'insofferenza al rifiuto aperto- la
presenza assidua dell'IS, che lo farebbe sentire sminuito di fronte al
gruppo, il che costringe, in un certo senso, l'IS a cercare strategie
alternative.
Ti ringrazio di avermi risparmiato la fatica di scrivere queste cose.
--
Paolo Fasce

"Je ne veux pas mourir idiot" (Georges Wolinski, Mai 1968)
Paolo Fasce
2010-01-08 18:03:34 UTC
Post by Arkannen
Guarda che cmq io non ho elencato comportamenti disdicevoli, ho
semplicemente fotografato la realtà.
Tu vivi, ahite', in una realta' professionalmente piuttosto deprivata.
Se cio' che scrivi e' vero.
--
Paolo Fasce

"Je ne veux pas mourir idiot" (Georges Wolinski, Mai 1968)
FatherMcKenzie
2010-01-08 18:16:00 UTC
Post by Paolo Fasce
Tu vivi, ahite', in una realta' professionalmente piuttosto deprivata.
Se cio' che scrivi e' vero.
Vive in una realtà non molto distante, geograficamente e umanamente,
dalla mia; ma ciò che lui dipinge non è né quella realtà, né la realtà,
ma una rappresentazione attraverso il suo io, ovvero il prodotto della
realtà per zero.
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Paolo Fasce
2010-01-08 19:10:48 UTC
Post by FatherMcKenzie
Post by Paolo Fasce
Tu vivi, ahite', in una realta' professionalmente piuttosto deprivata.
Se cio' che scrivi e' vero.
Vive in una realtà non molto distante, geograficamente e umanamente,
dalla mia; ma ciò che lui dipinge non è né quella realtà, né la realtà,
ma una rappresentazione attraverso il suo io, ovvero il prodotto della
realtà per zero.
Ti ringrazio di avermi rincuorato. Immaginavo, per quel che conosco
della Calabria, lui rinforza lo stereotipo che tanti vostri conterranei
negano con il loro impegno civile.

Ciao ciao.
--
Paolo Fasce

"Je ne veux pas mourir idiot" (Georges Wolinski, Mai 1968)
Sabina
2010-01-08 19:41:51 UTC
Post by Paolo Fasce
Post by Arkannen
A) Arriva in classe e si siede accanto al suo studente e lavora con lui.
Per gran parte del mio tempo, faccio proprio questo.
Post by Arkannen
B) Arriva in classe, si prende lo studente e se lo porta via a lavorare.
Rarissimamente. Mai da solo con lui, eventualmente con un gruppetto di
ragazzi, tra i quali anche lui.
Post by Arkannen
C) In classe non si fa vedere proprio, perché manca lo studente.
Che il mio studente ci sia, che non ci sia, io sono in classe. A volte
qualche collega "mi dispensa" e io gli spiego come stanno le cose, quindi
resto in classe.
Post by Arkannen
E) Arriva in classe, si mette in un angolo e si fa i cazzi suoi perché ha
detto al preside che lui è l'insegnante della classe e che quindi non può
andare a fare supplenze.
Io benedico i miei due Andrea (sostegno)ogni volta che entro in classe,
e li ringrazio ogni volta che esco. Trattandosi di classe molto
difficile, lavoriamo in team molto bene e tutta la classe li adora.
Non sto a elencare le situazioni in cui l'interazione tra noi tre, e
di noi tre con la classe intera, porti grandi benefici a tutta la
classe.
Sabina
fm2766
2010-01-08 19:59:53 UTC
Post by Paolo Fasce
Post by Arkannen
Guarda che cmq io non ho elencato comportamenti disdicevoli, ho
semplicemente fotografato la realtà.
Tu vivi, ahite', in una realta' professionalmente piuttosto deprivata.
Se cio' che scrivi e' vero.
Ho la sensazione che sia lui che Marco O. vivano in due micromondi
distinti, e che entrambi pensino di poter estrapolare le loro locali
peculiarità a tutta Italia e, forse, a tutto il mondo.
FatherMcKenzie
2010-01-08 20:07:30 UTC
Post by Sabina
Io benedico i miei due Andrea (sostegno)ogni volta che entro in classe,
e li ringrazio ogni volta che esco. Trattandosi di classe molto
difficile, lavoriamo in team molto bene e tutta la classe li adora.
Non sto a elencare le situazioni in cui l'interazione tra noi tre, e di
noi tre con la classe intera, porti grandi benefici a tutta la classe.
Purtroppo non di rado questi meritevolissimi colleghi vengono
continuamente spostati, spesso in luoghi distanti decine di km, invece
di valorizzare le loro competenze e la loro attitudine alla fattiva e
proficua collaborazione.
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Paolo Fasce
2010-01-08 21:06:38 UTC
Non sto a elencare le situazioni in cui l'interazione tra noi tre, e di
noi tre con la classe intera, porti grandi benefici a tutta la classe.
Ti chiedo la cortesia di farlo.

Cosi' qualcuno prende atto, altri si incuriosiscono, qualcuno si converte.

Sarebbe un servizio alla collettivita'.

Grazie.
--
Paolo Fasce

"Je ne veux pas mourir idiot" (Georges Wolinski, Mai 1968)
Sabina
2010-01-08 21:58:07 UTC
Post by Paolo Fasce
Non sto a elencare le situazioni in cui l'interazione tra noi tre, e di
noi tre con la classe intera, porti grandi benefici a tutta la classe.
Ti chiedo la cortesia di farlo.
Cosi' qualcuno prende atto, altri si incuriosiscono, qualcuno si converte.
Sarebbe un servizio alla collettivita'.
Grazie.
Prometto di farlo. Mi ci vuole un po' di tempo, però.
Sabina
a***@freemail.it
2010-01-09 00:29:38 UTC
Post by rob-pat
ormai sembra diventata una cosa personale... ma essendo un insegnante di
(...) nel modo che più ritiene opportuno farlo,
grazie del"pugno" nell'occhio (!)

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