Discussion:
dislessia e paraculite cronica
(troppo vecchio per rispondere)
Lisa
2010-12-17 08:27:54 UTC
Sentite questa che è carina.

Ragazzo attualmente in quinta dopo essere stato bocciato una volta,
quindi di 19 anni suonati, tendente ai 20.

Si è fatto certificare come "affetto da lieve dislessia" nientemeno
che alla fine della quarta (anzi della seconda annata della quarta),
quindi a quasi 19 anni. Ovviamente senza nessuna segnalazione
precedente, da parte sua o della famiglia, sul fatto che fossero
venuti dei dubbi in proposito e che fossero in corso degli
accertamenti diagnostici. La certrificazione non ha nemmeno il timbro
della ASL, ma è firmata solo da uno psicologo privato, non contiene
nessun dettaglio sulla diagnosi, e si limita a certificare che il
ragazzo "è affetto da dislessia in forma lieve e ha bisogno degli
strumenti dispensativi e compensativi opportuni".

Chi l'ha conosciuto per i quattro anni precedenti è cascato dal pero,
perché di errori tipici da dislessico non ne aveva mai fatti (mentre
di cripto-dislessici autentici ma non diagnosticati, ce ne sono, e in
generale si vedono).

E adesso la sua tecnica di azione è questa: tra i vari accorgimenti
concordati, c'è anche il fatto che abbia diritto a fare le
interrogazioni programmate. Quindi si programma la verifica, si scrive
sul registro, solo che regolarmente, il giorno dell'interrogazione
programmata, il nostro non viene a scuola, oppure entra alla seconda
ora, o esce un'ora prima, a seconda della materia. Per le materie che
hanno poche ore a settimana, risulta quasi impossibile

Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?" Il ragazzo acconsente (in teoria potrebbe anche dire
di no e pretendere di fissare un'altra data, ma acconsente
liberamente)... e poi, se prende la sufficienza, finisce tutto in
gloria, e se invece va male comincia a contestare il voto, a
pretendere che sia invalidato, e a minacciare ricorsi e ritorsioni
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".

Lisa
Luca Sasdelli
2010-12-17 08:40:23 UTC
Post by Lisa
pretendere che sia invalidato, e a minacciare ricorsi e ritorsioni
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
La prossima volta che prende una sufficienza in interrogazione non
programmata, annullagliela per lo stesso motivo ^___^

Ciao
Luca
Maurizio Pistone
2010-12-17 08:41:57 UTC
Post by Lisa
Si è fatto certificare come "affetto da lieve dislessia" nientemeno
che alla fine della quarta (anzi della seconda annata della quarta),
quindi a quasi 19 anni. Ovviamente senza nessuna segnalazione
precedente, da parte sua o della famiglia, sul fatto che fossero
venuti dei dubbi in proposito e che fossero in corso degli
accertamenti diagnostici. La certrificazione non ha nemmeno il timbro
della ASL, ma è firmata solo da uno psicologo privato, non contiene
nessun dettaglio sulla diagnosi, e si limita a certificare che il
ragazzo "è affetto da dislessia in forma lieve e ha bisogno degli
strumenti dispensativi e compensativi opportuni".
chiedete una diagnosi di dislessia conclamata con la firma di un
neurologo dell'ASL, altrimenti ciccia
Post by Lisa
tra i vari accorgimenti
concordati
concordati con chi? c'è una deliberazione del Consiglio di Classe?
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Naciketas
2010-12-17 09:08:27 UTC
Post by Lisa
Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?"
In una scuola in cui ho insegnato una decina di anni fa le interogazioni
erano tutte programmate: se lo studente mancava il giorno della verifica
prendeva automaticamente due, a meno che non presentasse certificato medico.
In quella scuola il due in una sola disciplina comportava la bocciatura.

a.
Lisa
2010-12-17 09:16:51 UTC
On Fri, 17 Dec 2010 10:08:27 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by Lisa
Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?"
In una scuola in cui ho insegnato una decina di anni fa le interogazioni
erano tutte programmate: se lo studente mancava il giorno della verifica
prendeva automaticamente due, a meno che non presentasse certificato medico.
In quella scuola il due in una sola disciplina comportava la bocciatura.
Il motivo per cui in genere rifiuto di fare le interrogazioni
programmate è semplice: negli anni in cui ci ho provato, la
percentuale di scene mute, di scuse patetiche e di insufficienze in
generale che ne risultavano, era esattamente la stessa...

...e in più succede che ANCHE l'insegnante si trova infognato in
polemiche senza fine sull'intepretazione della lista, sulle
giustificazioni, sul volontario di riserva, su quello che non si è
presentato, e quant'altro.

Quindi, siccome in generale i volontari li accetto, se i ragazzi
vogliono provare a farsi una scaletta programmata, che se la facciano
pure, ma non voglio assolutamente esservi coinvolta io. Al massimo
dico: "la prossima volta ne voglio quattro, se qualcuno viene
volontariamente, bene, altrimenti chiamo io".

Se poi il volontario arriva perché l'ha deciso da solo lì per lì, o se
arriva perché si sono messi insieme in venti e hanno fatto una lista
scritta, io non lo so e non lo voglio sapere.


Lisa
Maurizio Pistone
2010-12-17 09:22:36 UTC
Post by Lisa
Quindi, siccome in generale i volontari li accetto, se i ragazzi
vogliono provare a farsi una scaletta programmata, che se la facciano
pure, ma non voglio assolutamente esservi coinvolta io. Al massimo
dico: "la prossima volta ne voglio quattro, se qualcuno viene
volontariamente, bene, altrimenti chiamo io".
Se poi il volontario arriva perché l'ha deciso da solo lì per lì, o se
arriva perché si sono messi insieme in venti e hanno fatto una lista
scritta, io non lo so e non lo voglio sapere.
anch'io in genere faccio così
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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http://blog.ilpugnonellocchio.it
Naciketas
2010-12-17 09:43:11 UTC
Post by Lisa
Se poi il volontario arriva perché l'ha deciso da solo lì per lì, o se
arriva perché si sono messi insieme in venti e hanno fatto una lista
scritta, io non lo so e non lo voglio sapere.
Metodo Naciketas. Da giorno x a giorno y spiego, da giorno z interrogo.
Quando arriva il giorno z chiedo se ci sono volontari. In genere scena muta.
Allora chiamo mezza classe e metto l'impreparato sul registro; l'altra mezza
classe la chiamo in giorno seguente. Nei primi due giorni di verifica tutta
la classe, fatta eccezione per pochi virtuosi, ha l'impreparato. Una volta
preso l'impreparato, è interesse dello studente venire il prima possibile:
ogni giorno che passa è un voto in meno alla verifica.

a.
Maurizio Pistone
2010-12-17 14:12:17 UTC
Post by Naciketas
Da giorno x a giorno y spiego, da giorno z interrogo.
ah, spieghi e poi interroghi?

Allora vuol dire che non insegni per competenze.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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tabhall
2010-12-17 14:33:39 UTC
Post by Maurizio Pistone
Allora vuol dire che non insegni per competenze.
Perché? Si spera che uno, una volta che è diventato competente in
qualcosa, non torni incompetente nel giro di 15 giorni! Una competenza è
per sempre, con gli opportuni aggiornamenti casomai.

Tabhall
Naciketas
2010-12-17 15:09:04 UTC
Post by tabhall
Perché? Si spera che uno, una volta che è diventato competente in
qualcosa, non torni incompetente nel giro di 15 giorni! Una competenza è
per sempre, con gli opportuni aggiornamenti casomai.
Non ho la minima idea di cosa voglia dire insegnare per copetenze. La
distinzione in competenze, conoscenze e salcazzocosa è una stonzatella
pseudopedagogica alla quale non ho mai dat molto peso.

a.
Federico Spano'
2010-12-17 15:28:03 UTC
On Fri, 17 Dec 2010 16:09:04 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by tabhall
Perché? Si spera che uno, una volta che è diventato competente in
qualcosa, non torni incompetente nel giro di 15 giorni! Una competenza è
per sempre, con gli opportuni aggiornamenti casomai.
Non ho la minima idea di cosa voglia dire insegnare per copetenze. La
distinzione in competenze, conoscenze e salcazzocosa è una stonzatella
pseudopedagogica alla quale non ho mai dat molto peso.
Insegnare "per competenze" è quello che fai se sei appena normale:
significa fare in modo che quella persona possa cavarsela in qualche
caso in più nella vita reale.
--
Federico Spano'
Naciketas
2010-12-17 15:52:29 UTC
Post by Federico Spano'
significa fare in modo che quella persona possa cavarsela in qualche
caso in più nella vita reale.
Ah, allora mi piace un sacco. E' che ho presente le colleghe che
giocherellano con le programmazioni. "Assuntì, che mettiamo qui nelle
competenze?" "Concettì, copia quello che abbiamo scritto l'anno scorso".

a.
stufo36
2010-12-17 20:58:43 UTC
On Fri, 17 Dec 2010 16:28:03 +0100, Federico Spano'
Post by Federico Spano'
significa fare in modo che quella persona possa cavarsela in qualche
caso in più nella vita reale.
Col paraculismo uno se la cava, ma se tutti sono paraculi va tutti in
merda.
tabhall
2010-12-18 21:38:04 UTC
Post by Naciketas
Non ho la minima idea di cosa voglia dire insegnare per copetenze.
E' semplice: conoscenza+abilità= competenza. Ovvero: di una cosa
acquisisci la conoscenza, se la sai anche applicare diventi competente.
Niente di nuovo sotto il sole.
Post by Naciketas
La distinzione in competenze, conoscenze e salcazzocosa è una stonzatella
pseudopedagogica alla quale non ho mai dat molto peso.
Qua è il tuo campo, non saprei. Posso riferire solo una mia sensazione,
da semplice maestra: le teorie pedagogiche utili alla fin fine si
possono contare sulle dita di una mano, solo che ogni tanto qualcuno
ribattezza l'aria fritta con qualche termine nuovo. Comincia col vendere
qualche libro e l'effetto finale è di trascinare gli insegnanti a corsi
d'aggiornamento che li inducono a fare le stesse cose di prima, ma con
un nome nuovo.

Tabhall
Naciketas
2010-12-18 22:38:38 UTC
Qua è il tuo campo, non saprei. Posso riferire solo una mia sensazione, da
semplice maestra: le teorie pedagogiche utili alla fin fine si possono
contare sulle dita di una mano, solo che ogni tanto qualcuno ribattezza
l'aria fritta con qualche termine nuovo.
E' aria fritta quella che arriva ai docenti. C'è tutto un mondo di
esperienze che potrebbero trasformare profondamente la nostra scuola: in
meglio.
Ieri rileggevo un testo di Dewey, in cui raccontava delle sue peripezie per
trovare dei banchi che fossero adatti al tipo di scuola che voleva creare.
Un venditore alal fine gli disse: Tutti i banchi che abbiamo sono fatti per
*ascolatare*, mentre lei cerca qualcosa che possa servire per *fare*.
Era la fine dell'Ottocento. Oggi nessuno si pone più il problema dei banchi.
Pedagogicamente perlando, siamo molto indietro rispetto ai primi del
Novecento.

a.
Maurizio Pistone
2010-12-17 16:41:12 UTC
cdo
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
tabhall
2010-12-18 13:18:52 UTC
cdo
cdo

Tabhall
Paolo Fasce
2010-12-17 17:07:34 UTC
Post by Lisa
Quindi, siccome in generale i volontari li accetto, se i ragazzi
vogliono provare a farsi una scaletta programmata, che se la facciano
pure, ma non voglio assolutamente esservi coinvolta io. Al massimo
dico: "la prossima volta ne voglio quattro, se qualcuno viene
volontariamente, bene, altrimenti chiamo io".
Mi sembra una strategia sensata.
--
Paolo Fasce

Pensieri sottobanco
La scuola raccontata alla mia gatta
http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2242
Arkannen
2010-12-17 18:00:14 UTC
Post by Lisa
Quindi, siccome in generale i volontari li accetto,
Io interrogo solo i volontari, e siccome di volontari non ce ne è mai
nessuno mi limito a valutarli dal posto.
Se poi il voto non gli piace che venga pure a farsi interrogare a suo
comodo.
Non vedo perché devo mettere in ansia quei poveretti con interrogazione
programmate o peggio che peggio a sorpresa.
Quando con due parole scambiate dal posto gli posso tranquillamente dire -
Sei una capra! - e lui, - Ma no professore! -
- E allora vieni a farti interrogare e mostrami che non è vero. -

..
Naciketas
2010-12-17 20:07:52 UTC
Post by Arkannen
- E allora vieni a farti interrogare e mostrami che non è vero. -
Se ho capito bene le interrogazioni le fai alla cattedra.

a.
Lisa
2010-12-17 20:18:30 UTC
On Fri, 17 Dec 2010 21:07:52 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by Arkannen
- E allora vieni a farti interrogare e mostrami che non è vero. -
Se ho capito bene le interrogazioni le fai alla cattedra.
Più che altro,ci sono materie in cui è assolutamente necessario
interrogare "alla lavagna", piuttosto che "alla cattedra".

Un esercizio di matematica, come picchio si farebbe a chiederlo allo
studente mentre se ne sta seduto al suo banco, o cammina in giro per
l'aula?

Lisa
Naciketas
2010-12-17 20:33:39 UTC
Post by Lisa
Un esercizio di matematica, come picchio si farebbe a chiederlo allo
studente mentre se ne sta seduto al suo banco, o cammina in giro per
l'aula?
Be', sì.
Tra i miei ricordi di studente c'è una interrogazione di latino. Alla
cattedra. All'epoca avevo problemi al ginocchio sinistro, quella mattina mi
faceva un male cane, non riuscivo a stare in piedi. Chiesi alla
professoressa il permesso di prendere una sedia, ma mi disse di no. Allora
mi misi seduto a terra. Lei ne dedusse che avevo problemi psicologici. Lei:
una che aveva cercato di ammazzare la sorella - erano due zitelle - con il
coltellaccio della cucina, ed una mattina se n'era venuta a scuola con un
giornale porno, urlando: Ecco, è questa la roba che dovete studiare.
Non ho avuto fortuna io con la scuola.

a.
Lisa
2010-12-17 20:43:56 UTC
On Fri, 17 Dec 2010 21:33:39 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by Lisa
Un esercizio di matematica, come picchio si farebbe a chiederlo allo
studente mentre se ne sta seduto al suo banco, o cammina in giro per
l'aula?
Be', sì.
Tra i miei ricordi di studente c'è una interrogazione di latino. Alla
cattedra. All'epoca avevo problemi al ginocchio sinistro, quella mattina mi
faceva un male cane, non riuscivo a stare in piedi. Chiesi alla
professoressa il permesso di prendere una sedia, ma mi disse di no. Allora
mi misi seduto a terra. Lei ne dedusse che avevo problemi psicologici.
Quindi tu attribuisci a me la stessa attitudine, immagino.

LIsa
Naciketas
2010-12-17 20:56:07 UTC
Post by Lisa
Quindi tu attribuisci a me la stessa attitudine, immagino.
No, Lisa, assolutamente. Era solo un ricordo. Sto diventando come il buon
soldato Sc'veik.

a.
a.cignini
2010-12-18 12:11:31 UTC
Post by Naciketas
Post by Lisa
Un esercizio di matematica, come picchio si farebbe a chiederlo allo
studente mentre se ne sta seduto al suo banco, o cammina in giro per
l'aula?
Be', sì.
Tra i miei ricordi di studente c'è una interrogazione di latino. Alla
cattedra. All'epoca avevo problemi al ginocchio sinistro, quella mattina
mi faceva un male cane, non riuscivo a stare in piedi. Chiesi alla
professoressa il permesso di prendere una sedia, ma mi disse di no. Allora
mi misi seduto a terra.
Sì, ma poi l'interrogazione com'è andata?
E la traduzione dal latino l'hai scritta sulle mattonelle
o sulla mano sinistra?
Post by Naciketas
Lei ne dedusse che avevo problemi psicologici. Lei: una che aveva cercato
di ammazzare la sorella - erano due zitelle - con il coltellaccio della
cucina
Quanto dista da Avetrana? (E' una domanda di geografia
non di storia contemporanea o di pornografia televisiva).

a.c.
Naciketas
2010-12-18 12:44:31 UTC
Post by a.cignini
Sì, ma poi l'interrogazione com'è andata?
Bene. In latino ero piuttosto in gamba.
Post by a.cignini
E la traduzione dal latino l'hai scritta sulle mattonelle
o sulla mano sinistra?
Sui fogli. Sulle mattonelle e sulla mano sinistra scrivevo altre cose.

a.
fm2766
2010-12-17 15:03:24 UTC
Post by Lisa
E adesso la sua tecnica di azione è questa: tra i vari accorgimenti
concordati, c'è anche il fatto che abbia diritto a fare le
interrogazioni programmate. Quindi si programma la verifica, si scrive
sul registro, solo che regolarmente, il giorno dell'interrogazione
programmata, il nostro non viene a scuola, oppure entra alla seconda
ora, o esce un'ora prima, a seconda della materia. Per le materie che
hanno poche ore a settimana, risulta quasi impossibile
Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Male! Lo si reinterroga, senza proposta alcuna, la volta immediatamente
successiva.
Se non vuol venire, si fanno comunque due domande dal posto. Se non
risponde gli si attribuisce il voto minimo (uno?) e si annota sul
registro di classe
1) che non era stato possibile interrogarlo nella data programmata in
quanto assente, ,
2) che ha rifiutato l'interrogazione,
3) che il docente l'interrogazione l'ha fatta lo stesso, in quanto la
volta precedente era stato assente e si aveva la necessità di verificare
in itinere la preparazione,
4) che all'allievo potrà comunque essere data una possibilità di
ripresentarsi in un tempo limite, chesso', di un mese, e che, in tal
caso, non si terrà conto della valutazione odierna (è valutazione
formativa, e si può fare)
5) che nell'impossibilità di verificarlo differentemente farà fede
questa interrogazione, l'unica che la presenza dell'allievo ha permesso.

Se non si presenta a scuola, "ad impossibilia, nemo tenetur"! Se non è
possibile fare le interrogazioni programmate, valgono quelle non
programmate, lasciando comunque la disponibilità a fissare un'altra data
per farlo recuperare.

Faccia pure tutti i ricorsi che vuole!
Post by Lisa
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?" Il ragazzo acconsente (in teoria potrebbe anche dire
di no e pretendere di fissare un'altra data, ma acconsente
liberamente)...
Male, non si deve lasciare la scelta in prima battuta. Si può solo dare
la scelta di recuperare in futuro!
Se il voto negativo c'è, poi vedi se si presenta all'interrogazione
successiva o meno!
Se non si presenta, fatti suoi!
Post by Lisa
e poi, se prende la sufficienza, finisce tutto in
gloria, e se invece va male comincia a contestare il voto, a
pretendere che sia invalidato, e a minacciare ricorsi e ritorsioni
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
Premesso che non sono per la richiesta ("Vuoi venire?"), se avete fatto
così, contesti pure tutto quello che vuole! E' dislessico, non incapace
di intendere e volere: Ha acconsentito? Si ciucci il calzino!
Annotate sul registro che aveva acconsentito a farsi interrogare. Poi
per contestarlo dovrà produrre falsi testimoni o farsi rivedere la
diagnosi da "dislessico" a "scemo di guerra"!
Paolo Fasce
2010-12-17 17:04:29 UTC
Post by Lisa
Sentite questa che è carina.
Un patto formativo scuola-famiglia?
--
Paolo Fasce

Pensieri sottobanco
La scuola raccontata alla mia gatta
http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2242
a***@freemail.it
2010-12-17 17:55:51 UTC
On Fri, 17 Dec 2010 08:27:54 GMT, ***@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
wrote:

tra i vari accorgimenti
Post by Lisa
concordati, c'è anche il fatto che abbia diritto a fare le
interrogazioni programmate.
?

Quindi (...) si scrive
Post by Lisa
sul registro
?
Post by Lisa
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
ma... in base a quale norma di fonte ministeriale uno studente
ha *diritto* all'interrogazione programmata - e un docente ha
il dovere di farla??
a.cignini
2010-12-18 12:19:50 UTC
Post by a***@freemail.it
Post by Lisa
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
ma... in base a quale norma di fonte ministeriale uno studente
ha *diritto* all'interrogazione programmata - e un docente ha
il dovere di farla??
Non c'è scritto da nessuna parte anche se non credo
sia proibito da qualche parte. Gli alunni hanno il diritto
di sapere come sono stati valutati, ma non mi pare
appena finita l'interrogazione; credo che il prof.
abbia diritto di pensarci su e dirglielo (dir_loro_lo) anche a
ricreazione e anche il giorno dopo.
Ritengo che il docente possa interrogare sempre, tutti,
e ciascuno su tutto, anche se poi gli diranno:"Come
è umano lei!".

a.c.
Naciketas
2010-12-18 12:46:46 UTC
Post by a.cignini
sia proibito da qualche parte. Gli alunni hanno il diritto
di sapere come sono stati valutati, ma non mi pare
appena finita l'interrogazione
Il diritto all'interrogazione programmata non esiste. Il diritto dello
studente di conoscere subito il risultato dell0interrogazione è
sancito dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, che è legge
dello stato, e che dice che la valutazione dev'essere "tempestiva e
trasparente". Naturalmente c'è chi, come abba, ha un suo
personalissimo dizionario, per cui "tempestiva" vuol dire "quando
vuole il docente".

a.
a***@freemail.it
2010-12-18 18:24:39 UTC
On Sat, 18 Dec 2010 04:46:46 -0800 (PST), Naciketas
Post by Naciketas
Post by a.cignini
sia proibito da qualche parte. Gli alunni hanno il diritto
di sapere come sono stati valutati, ma non mi pare
appena finita l'interrogazione
Il diritto all'interrogazione programmata non esiste. Il diritto dello
trasparente". Naturalmente c'è chi, come abba, ha un suo
personalissimo dizionario, per cui "tempestiva" vuol dire "quando
vuole il docente".
Prego, invece di quel che tu mi attribuisci, mi pare proprio
di aver detto: quando è opportuno. -

D'altronde, non potrebbe essere altrimenti, perché "tempestivo"
NON significa "immediato a prescindere".- Impara l'italiano e,
soprattutto, impara a CAPIRE l'italiano.
http://www.tinyurl.com/33owujo
fm2766
2010-12-18 13:55:42 UTC
... Gli alunni hanno il diritto
di sapere come sono stati valutati, ma non mi pare
appena finita l'interrogazione; credo che il prof.
abbia diritto di pensarci su e dirglielo (dir_loro_lo) anche a
ricreazione e anche il giorno dopo.
In realtà hanno diritto ad una valutazione *tempestiva* (non al voto
tempestivo, intendiamoci!): è andato bene, male, perché e percome. Il
voto, non è un obbligo comunicarlo, ma la valutazione sì.
a.cignini
2010-12-18 14:22:18 UTC
Post by fm2766
... Gli alunni hanno il diritto
di sapere come sono stati valutati, ma non mi pare
appena finita l'interrogazione; credo che il prof.
abbia diritto di pensarci su e dirglielo (dir_loro_lo) anche a
ricreazione e anche il giorno dopo.
In realtà hanno diritto ad una valutazione *tempestiva* (non al voto
tempestivo, intendiamoci!): è andato bene, male, perché e percome. Il
voto, non è un obbligo comunicarlo, ma la valutazione sì.
E il massimo e il minimo del tempo tempestivo?

a.c.
stufo36
2010-12-18 18:54:45 UTC
Post by a.cignini
E il massimo e il minimo del tempo tempestivo?
Trasformare il rapporto educativo in rapporto giuridico e' folle.
Purtroppo si impone quando non e' possibile scegliere personalmente un
docente in cui si abbia fiducia. Il medico delle aspirine si puo'
scegliere, l'educatore dei figli NO.
fm2766
2010-12-18 20:08:46 UTC
Post by a.cignini
Post by fm2766
... Gli alunni hanno il diritto
di sapere come sono stati valutati, ma non mi pare
appena finita l'interrogazione; credo che il prof.
abbia diritto di pensarci su e dirglielo (dir_loro_lo) anche a
ricreazione e anche il giorno dopo.
In realtà hanno diritto ad una valutazione *tempestiva* (non al voto
tempestivo, intendiamoci!): è andato bene, male, perché e percome. Il
voto, non è un obbligo comunicarlo, ma la valutazione sì.
E il massimo e il minimo del tempo tempestivo?
Non vorrai mica spaccare il capello in quattro?
fm2766
2010-12-18 20:07:25 UTC
Post by fm2766
In realtà hanno diritto ad una valutazione *tempestiva* (non al voto
tempestivo, intendiamoci!): è andato bene, male, perché e percome. Il
voto, non è un obbligo comunicarlo, ma la valutazione sì.
E dove sta scritta questa differenza tra valutazione e voto?
Su tutti i vocabolari e su tutti i testi di valutazione (in cui si
discute, per esempio, di valutazione quantitativa, proporzionale, non
proporzionale, ecc.) Davvero non ne hai mai sentito parlare?
Ti suggerisco di colmare la lacuna, comprando qualcuno dei testi di
Vertecchi sulla valutazione, per esempio.

Comunque, un vocabolario vale l'altro:

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/V/valutazione.shtml
valutazione [va-lu-ta-zió-ne] s.f.
1 Stima economica: omissis
2 Calcolo eseguito perlopiù con approssimazione: omissis
3 Giudizio *qualitativo* , ponderato: la v. dei titoli dei candidati a
un concorso; la v. del risultato delle elezioni || scheda di v., nella
scuola dell'obbligo, documento sul quale gli insegnanti esprimono un
*giudizio* sui risultati raggiunti dall'alunno

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/V/voto.shtml
voto [vó-to] s.m.
Atto con cui si manifesta la propria volontà e la propria scelta
nell'eleggere qlcu. o nel decidere qlco.; omissis
2 *Numero* che esprime la valutazione di merito data a un alunno o a un
candidato in una prova o in un esame: prendere buoni, brutti v. in
italiano; laurearsi a pieni v.
3 Promessa solenne ... omissis
4 estens. Ciò che si offre ...omissis
5 lett. omissis


La valutazione è un giudizio qualitativo, il voto è un numero, un
giudizio quantitativo!
Naciketas
2010-12-19 05:53:55 UTC
La valutazione è un giudizio qualitativo, il voto è un numero, un giudizio
quantitativo!
Ohi, ci arrivavo anch'io, credimi. Il problema è he la valutazione nella
scuola si esprime attraverso il voto. E dunque se la legge dice che la
valutazione dev'essere tempestiva e trasparente, vuol dire che devi
comunicare subito il voto. Del resto, non vedo dove sia il problema: c'è o
no una equivalenza tra giudizi e voti? eccellente non vul dire 10, ottimo
non vuol dire 8, discreto non vuol dire 7? E allora perché non comunicare
subito il voto?
O magari pensi a indicazioni vage, del tipo "sei andato bene", "sei andato
male"? In questo caso dov'è la trasparenza?
Ma soprattutto: è così difficile ammettere che uno studente abbia il diritto
di sapere come è andato ad una verifica? Dov'è la difficoltà?

a.
Maurizio Pistone
2010-12-19 09:49:07 UTC
Post by Naciketas
La valutazione è un giudizio qualitativo, il voto è un numero, un giudizio
quantitativo!
Ohi, ci arrivavo anch'io, credimi. Il problema è he la valutazione nella
scuola si esprime attraverso il voto. E dunque se la legge dice che la
valutazione dev'essere tempestiva e trasparente, vuol dire che devi
comunicare subito il voto.
la "valutazione " è quell'operazione che trasforma una serie di dati più
o meno oggettivi in una scala di valori standard. Insufficiente
sufficiente buono distinto ottimo; oppure un numero da 1 a 10, o a 100 a
seconda delle circostanze.

Se non hai questo risultato, non hai valutato.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
fm2766
2010-12-19 14:24:40 UTC
Post by Naciketas
La valutazione è un giudizio qualitativo, il voto è un numero, un giudizio
quantitativo!
Ohi, ci arrivavo anch'io, credimi. Il problema è he la valutazione nella
scuola si esprime attraverso il voto.
Non è sempre così. Il voto è solo una sintesi della valutazione.
Post by Naciketas
E dunque se la legge dice che la
valutazione dev'essere tempestiva e trasparente, vuol dire che devi
comunicare subito il voto.
No, devi comunicare tempestivamente la valutazione.
Post by Naciketas
Del resto, non vedo dove sia il problema: c'è o
no una equivalenza tra giudizi e voti? eccellente non vul dire 10, ottimo
non vuol dire 8, discreto non vuol dire 7? E allora perché non comunicare
subito il voto?
Il giudizio contiene molte più informazioni del voto numerico, che ne è
una sintesi, una misura.
Comunicare una "valutazione>" vuol dire comunicare quali sono stati i
punti deboli, le lacune, i punti di forza, e così via. il voto non
evidenzia tutte queste informazioni, la valutazione sì!
Il compito scritto, per esempio, non deve contenere solo il voto, ma
anche una valutazione fatta sul compito stesso.
Post by Naciketas
O magari pensi a indicazioni vage, del tipo "sei andato bene", "sei andato
male"? In questo caso dov'è la trasparenza?
Ma soprattutto: è così difficile ammettere che uno studente abbia il diritto
di sapere come è andato ad una verifica? Dov'è la difficoltà?
Vedi sopra. Ho già risposto.
Naciketas
2010-12-19 16:04:46 UTC
Post by fm2766
No, devi comunicare tempestivamente la valutazione.
Questa è una tua interpretazione. Liberissimo di intepretare come vuoi, ma
temo che di fronte ad un eventuale ricorso avresti qualche problema.
Post by fm2766
Il giudizio contiene molte più informazioni del voto numerico, che ne è
una sintesi, una misura.
Comunicare una "valutazione>" vuol dire comunicare quali sono stati i
punti deboli, le lacune, i punti di forza, e così via. il voto non
evidenzia tutte queste informazioni, la valutazione sì!
Io questo lo chiamo "spiegare il voto". Mi pare singolare dare
l'informazione pià ampia e rifiutarsi di comunicare quella più ristretta e
sintetica.
In ogni caso, dev'esserci evidentemente corrispondenza tra valutazione e
voto. Se dici "sei andato benissimo", poi devi mettere 9 o 10, non puoi
ripensarci e mettere 8. E allora che senso ha nascondere il voto?
Post by fm2766
Il compito scritto, per esempio, non deve contenere solo il voto, ma anche
una valutazione fatta sul compito stesso.
Appunto: ci sono entrambi. Non è che scrivi la valutazione rimandando il
voto alle calende greche. Non vedo perché non dovrebbe essere così anche
all'orale.

a.
fm2766
2010-12-19 20:51:15 UTC
Post by Naciketas
Post by fm2766
No, devi comunicare tempestivamente la valutazione.
Questa è una tua interpretazione.
E' quella dei maestri della valutazione. Ti ho rimandato alla lettura
dei testi di un certo autore, lo hai fatto?
Post by Naciketas
Liberissimo di intepretare come vuoi, ma
temo che di fronte ad un eventuale ricorso avresti qualche problema.
Lo Statuto degli studenti parla esplicitamente di valutazione tempestiva
e trasparente. Sulla valutazione esiste un'ampia letteratura che ti
invito a sbirciare.

Per quanto riguarda il voto in sé, posso anche riflettere con calma su
quale voto si avvicini di più, in base alla valutazione ed agli
indicatori, al voto da assegnare. Ma la valutazione è immediata.

Prendi ad esempio le schede di valutazione che si usano negli esami di
Stato: alcuni indicatori valgono, per esempio, 4, altri 5; debbo vederli
tutti insieme, con un po' di calma, per sapere se il voto finale sarà 4
o 5 (o quattro e mezzo), per esempio.
Naciketas
2010-12-19 21:07:26 UTC
E' quella dei maestri della valutazione. Ti ho rimandato alla lettura dei
testi di un certo autore, lo hai fatto?
Mi è sfuggito, chi? (Il tono immagino che sia una deformazione
professionale.)
Lo Statuto degli studenti parla esplicitamente di valutazione tempestiva e
trasparente. Sulla valutazione esiste un'ampia letteratura che ti invito a
sbirciare.
Al momento ho a che fare con l'ampia letteratura su Dolci, sulla maieutica,
sulla pianificazione urbanistica, sulla teoria della complessità, sulla
comunicazione, sul potere, sul dominio...
Prendi ad esempio le schede di valutazione che si usano negli esami di
Stato: alcuni indicatori valgono, per esempio, 4, altri 5; debbo vederli
tutti insieme, con un po' di calma, per sapere se il voto finale sarà 4 o
5 (o quattro e mezzo), per esempio.
Se hai bisogno di tutto questo tempo e questa calma, allora non dovresti
azzardare nememno una valutazione, che è cosa più complessa del voto: e,
ripeto, al voto collegata. Non puoi dire all'alunno che è andato bene e
mettergli poi cinque.

a.
fm2766
2010-12-19 21:26:21 UTC
Post by Naciketas
E' quella dei maestri della valutazione. Ti ho rimandato alla lettura dei
testi di un certo autore, lo hai fatto?
Mi è sfuggito, chi? (Il tono immagino che sia una deformazione
professionale.)
Benedetto Vertecchi, per esempio.
Post by Naciketas
Lo Statuto degli studenti parla esplicitamente di valutazione tempestiva e
trasparente. Sulla valutazione esiste un'ampia letteratura che ti invito a
sbirciare.
Al momento ho a che fare con l'ampia letteratura su Dolci, sulla maieutica,
sulla pianificazione urbanistica, sulla teoria della complessità, sulla
comunicazione, sul potere, sul dominio...
Prendi ad esempio le schede di valutazione che si usano negli esami di
Stato: alcuni indicatori valgono, per esempio, 4, altri 5; debbo vederli
tutti insieme, con un po' di calma, per sapere se il voto finale sarà 4 o
5 (o quattro e mezzo), per esempio.
Se hai bisogno di tutto questo tempo e questa calma, allora non dovresti
azzardare nememno una valutazione, che è cosa più complessa del voto: e,
ripeto, al voto collegata. Non puoi dire all'alunno che è andato bene e
mettergli poi cinque.
Mi ripeto: all'alunno comunichi i punti di forza e quelli di debolezza,
come dove e perché ha fatto bene o male. Per la sintesi (e solo per
quella) potresti aver bisogno di un po' di tempo. Non dirai mai "bene" o
"male" e basta; gli fornisci subito la valutazione, cioè una sintesi
degli indicatori che andrai a sintetizzare. Se vuoi, puoi anche dare
subito il numero (ed io solitamente lo faccio), ma questo non è richiesto.
Naciketas
2010-12-19 21:52:18 UTC
Post by fm2766
Benedetto Vertecchi, per esempio.
Of course. Ma sulla valutazione ci sono cose interessanti anche nel mio
vecchio Capitini.
Post by fm2766
Mi ripeto: all'alunno comunichi i punti di forza e quelli di debolezza,
come dove e perché ha fatto bene o male. Per la sintesi (e solo per
quella) potresti aver bisogno di un po' di tempo. Non dirai mai "bene" o
"male" e basta; gli fornisci subito la valutazione, cioè una sintesi degli
indicatori che andrai a sintetizzare. Se vuoi, puoi anche dare subito il
numero (ed io solitamente lo faccio), ma questo non è richiesto.
Continuo a non capire da dove si deduce esattamente che il numero non sia
richiesto. La valutazione non si riduce al voto, ma questo non vuol dire che
non lo comprenda. Esattamente come al compito scritto: si scrive il voto ed
il giudizio; le due cose, insieme, fanno la valutazione.
Il metodo di cui parli si espone a moltissimi equivoci. Perché le cose sono
due: o la valutazione corrisponde perfettamente al voto numerico, ed allora
non si capisce proprio perché non lo si possa comunicare subito), oppure il
docente in qualche modo ci ripensa: ed in questo secondo caso lo studente
avrà l'impressione di essere stato preso in giro. E la valutazione non sarà
tata né tempestiva né traparente.
E, in buona sostanza: sulla pagella cosa finisce, la valutazione o il voto?
Se, come è vero, sulla pagella finisce il voto, non trovi strano che la
legge si preoccupi di assicurare una valutazione tempestiva e traparente
(evidentemente per dare garanzie allo studente), lasciando poi il voto, che
è ciò che in concreto conta, alla successiva considerazione del docente?
In caso di ricorso penso non sia improbabile che un giudice faccia un
ragionamento simile.
Tra parentesi: una percentuale altissima di docenti, fregandosene della
legge, non comunica il voto né subito né dopo un giorno né dopo una
settimana. Il fatto che a denunciare questa situazione siano pochissimi
studenti, anzi quasi nessuno, credo che sia un dato su cui riflettere.

a.
fm2766
2010-12-19 22:46:03 UTC
Post by Naciketas
Post by fm2766
Benedetto Vertecchi, per esempio.
Of course. Ma sulla valutazione ci sono cose interessanti anche nel mio
vecchio Capitini.
... Il metodo di cui parli si espone a moltissimi equivoci. Perché le cose sono
due: o la valutazione corrisponde perfettamente al voto numerico,
è una sintesi, la corrispondenza esatta non esiste. Come nell'esempio di
un voto che per certi indicatori sia quattro e per altri cinque, come
dicevo prima.
non era quello ciò a cui mi riferivo, credo tu lo abbia capito bene,
anche se fai finta di no.
Post by Naciketas
E, in buona sostanza: sulla pagella cosa finisce, la valutazione o il voto?
Se, come è vero, sulla pagella finisce il voto, non trovi strano che la
legge si preoccupi di assicurare una valutazione tempestiva e traparente
(evidentemente per dare garanzie allo studente), lasciando poi il voto, che
è ciò che in concreto conta, alla successiva considerazione del docente?
In caso di ricorso penso non sia improbabile che un giudice faccia un
ragionamento simile.
Il voto finale, come ben sai, non è "la media" dei voti, ma si basa su
di essi (vedi "valutazione sommativa").
Post by Naciketas
Tra parentesi: una percentuale altissima di docenti, fregandosene della
legge, non comunica il voto né subito né dopo un giorno né dopo una
settimana.
L'importante è che comunichino, al più presto, la valutazione.

NB: per inciso, chi ti parla comunica tutto (valutazione e voto), e,
quasi sempre, subito.
a***@freemail.it
2010-12-19 23:24:24 UTC
Post by fm2766
Il voto finale, come ben sai, non è "la media" dei voti, ma si basa su
Post by Naciketas
Tra parentesi: una percentuale altissima di docenti, fregandosene della
legge, non comunica il voto né subito né dopo un giorno né dopo una
settimana.
L'importante è che comunichino, al più presto, la valutazione.
NB: per inciso, chi ti parla comunica tutto (valutazione e voto), e,
quasi sempre, subito.
Lo sappiamo già: "Se vuoi, puoi anche dare subito il numero
(ed io solitamente lo faccio), ma questo non è richiesto."
Message-ID: <***@yahoo.it>
Date: Sun, 19 Dec 2010 22:26:21 +0100
From: fm2766 <***@yahoo.it>
Subject: Re: dislessia e paraculite cronica
fm2766
2010-12-19 23:33:37 UTC
NB: per inciso, chi ti parla comunica tutto (valutazione e voto), e, quasi sempre, subito.
Lo sappiamo già: "Se vuoi, puoi anche dare subito il numero (ed io solitamente lo faccio), ma questo non è richiesto."
Date: Sun, 19 Dec 2010 22:26:21 +0100
Subject: Re: dislessia e paraculite cronica
Chiedo scusa :-( lo avevo dimenticato.
Comunque, "melius abundare quam deficere", no? ;-)
Naciketas
2010-12-20 05:52:43 UTC
non era quello ciò a cui mi riferivo, credo tu lo abbia capito bene, anche
se fai finta di no.
Quello dice che sono cretino, tu dici che sono in malafede. Mah.
Il voto finale, come ben sai, non è "la media" dei voti, ma si basa su di
essi (vedi "valutazione sommativa").
Sì, ma per giungere a quella valutazione finale bisogna aver fatto uan serie
di cose prescritte dalla legge: ad esempio un numero congruo di verifiche; e
una valutazine tempestiva e trasparente. Tu dici che non comunicare subito
il voto vuol dire valutare in modo tempestivo e trasparente; io dico che
qualcuno potrebbe fare ricorso, e non sono sicuro che il giudice
confermerebbe la distinzione tra valutazione e voto.
L'importante è che comunichino, al più presto, la valutazione.
Ho capito. Quello che non ho capito è dove sta scritta, a livello
legislativo, questa distinzione tra valutazione e voto. Ma evidentemente
faccio finta di non capire.
In base al tuo ragionamento, un docente dovrebbe scrivere sui compiti in
classe solo la valutazione - il giudizio -, comunicando il voto quando gli
fa comodo; o magari mai, visto che ha il dovere solo di comunicare la
valutazione.

a.
Lisa
2010-12-20 10:36:10 UTC
On Mon, 20 Dec 2010 06:52:43 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
non era quello ciò a cui mi riferivo, credo tu lo abbia capito bene, anche
se fai finta di no.
Quello dice che sono cretino, tu dici che sono in malafede. Mah.
Il voto finale, come ben sai, non è "la media" dei voti, ma si basa su di
essi (vedi "valutazione sommativa").
Sì, ma per giungere a quella valutazione finale bisogna aver fatto uan serie
di cose prescritte dalla legge: ad esempio un numero congruo di verifiche; e
una valutazine tempestiva e trasparente. Tu dici che non comunicare subito
il voto vuol dire valutare in modo tempestivo e trasparente; io dico che
qualcuno potrebbe fare ricorso, e non sono sicuro che il giudice
confermerebbe la distinzione tra valutazione e voto.
Fare ricorso per una SINGOLA interrogazione, e farlo immediatamente il
giorno stesso (perché comunque il giorno dopo il voto arriverebbe
comunqu)? Ma vivi in un mondo in cui la gente non ha veramente
nient'altro da fare?

Lisa
a***@freemail.it
2010-12-19 22:56:02 UTC
On Sun, 19 Dec 2010 22:52:18 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by fm2766
Benedetto Vertecchi, per esempio.
Esattamente come al compito scritto: si scrive il voto ed
Post by Naciketas
il giudizio; le due cose, insieme, fanno la valutazione.
ovvio, basterà cambiare il nome "valutazione" in quello di "giudizio",
e di conseguenza la valutazione sarà quella cosa che comprende
il voto e il gudizio. :-)
Post by Naciketas
docente in qualche modo ci ripensa: ed in questo secondo caso lo studente
avrà l'impressione di essere stato preso in giro.
La vera presa in giro (dei docenti E degli alunni) è stata quella di L.
Berlinguer che, con quella norma ambigua dello Statuto, ha costretto
il docente a NON poterci pensare bene, e a rimanere inchiodato (insieme
con l'alunno!) ad un voto che i più intendono, come te, "a stretto ridosso"
dell'interrogazione. Ma ROTFL!
Post by Naciketas
Tra parentesi: una percentuale altissima di docenti, fregandosene della
legge, non comunica il voto né subito
c.v.d. (!)
Lisa
2010-12-20 10:33:23 UTC
On Sun, 19 Dec 2010 22:07:26 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Se hai bisogno di tutto questo tempo e questa calma, allora non dovresti
azzardare nememno una valutazione, che è cosa più complessa del voto: e,
ripeto, al voto collegata. Non puoi dire all'alunno che è andato bene e
mettergli poi cinque.
Antonio, ma sul serio: a te veramente non capita mai, ma proprio MAI,
di finire un'interrogazione in fretta e furia sull'orlo del cambio
dell'ora, dovendo immediatamente correre via perché magari hai un
compito in un'altra classe e non puoi attardarti, e di pensare
sinceramente che, per dare un voto "giusto", hai bisogno di pensarci
un attimo di più? E' chiaro che non deve essere un'abitudine, ma
qualche volta può succedere.

In tal caso che si fa, è meglio buttare là un voto improvvisato, che
poi magari a mente fredda ci si rende conto che non era adeguato, ma
ormai gli si è dato... oppure dire onestamente: "ho bisogno di
pensarci, te lo dico domani"?

Quanto al "dirgli che è andato bene e poi mettergli cinque", non credo
che possa realisticamente capitare a una persona raziocinante. La
situazione di fondo se sia sufficiente o no, penso che sia abbastanza
lampante da potersi sbilanciare senza problemi, e senza sorprese
darmmatiche per l'alunno. Mentre trovo assolutamente plausibile l'aver
bisogno di un attimo di riflessione in più prima di decidere se si
avvicina di più al sei o al sette, e non mi sembra una tragedia se (IN
CASO DI NECESSITA', e non di routine) glielo si dice il giorno dopo...

Lisa
Maurizio Pistone
2010-12-20 12:08:17 UTC
Post by Lisa
Antonio, ma sul serio: a te veramente non capita mai, ma proprio MAI,
di finire un'interrogazione in fretta e furia sull'orlo del cambio
dell'ora, dovendo immediatamente correre via perché magari hai un
compito in un'altra classe e non puoi attardarti, e di pensare
sinceramente che, per dare un voto "giusto", hai bisogno di pensarci
un attimo di più? E' chiaro che non deve essere un'abitudine, ma
qualche volta può succedere.
In tal caso che si fa, è meglio buttare là un voto improvvisato, che
poi magari a mente fredda ci si rende conto che non era adeguato, ma
ormai gli si è dato... oppure dire onestamente: "ho bisogno di
pensarci, te lo dico domani"?
in questi casi non mi limito a ripensare il voto, ma proseguo
l'interrogazione il giorno successivo con un paio di domandine, per
chiarire i miei dubbi.

Naturalmente sono casi assolutamente sporadici, non servono a definire
una regola.

Ripeto in ogni caso che la valutazione è un'operazione che termina con
la formulazione di un voto. Niente voto, niente valutazione.

Quelli che la pensano diversamente, mi piacerebbe sapere che cosa
scrivono sul registro.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
a.cignini
2010-12-20 14:21:06 UTC
Post by Maurizio Pistone
In tal caso che si fa, è meglio buttare là un voto improvvisato...?
in questi casi non mi limito a ripensare il voto, ma proseguo
l'interrogazione il giorno successivo con un paio di domandine, per
chiarire i miei dubbi.
Quelli che la pensano diversamente, mi piacerebbe sapere che cosa
scrivono sul registro.
Quello che ci scrivi tu nel caso di prosecuzione pro_cras_tinata.
D'accordo sul non farne una regola.
Vietato comunque il voto provvisorio a matita.
Lustri fa ho sentito dire che qualcuno avrebbe messo 3 (a penna),
che poi anche a distanza di tempo, diventava 8 col completamento
a sinistra. Con numeri diversi da 3 il condono pietoso viene male.
3 deterrente 8 riparante.

a.c.

stufo36
2010-12-19 11:39:22 UTC
Post by fm2766
La valutazione è un giudizio qualitativo, il voto è un numero, un
giudizio quantitativo!
NO, il voto e' un indice espresso in forma numerica. I numeri si
possono sommare e moltiplicare. Non e' che tre tre, come voti facciano
9. Nemmeno le temperature centigradi sono numeri, alla faccia dei
libri sdozzi, nemmeno i "numeri civici" e certi cognomi sono
"quantitativi".
fm2766
2010-12-19 14:26:38 UTC
Post by stufo36
Post by fm2766
La valutazione è un giudizio qualitativo, il voto è un numero, un
giudizio quantitativo!
NO, il voto e' un indice espresso in forma numerica.
Hai uno strano concetto di "quantitativo"...
Post by stufo36
I numeri si
possono sommare e moltiplicare. Non e' che tre tre, come voti facciano
9. Nemmeno le temperature centigradi sono numeri, alla faccia dei
libri sdozzi, nemmeno i "numeri civici" e certi cognomi sono
"quantitativi".
stufo36
2010-12-19 17:20:33 UTC
Post by fm2766
Post by stufo36
Post by fm2766
La valutazione è un giudizio qualitativo, il voto è un numero, un
giudizio quantitativo!
NO, il voto e' un indice espresso in forma numerica.
Hai uno strano concetto di "quantitativo"...
Che vorrebbe dire "quantitativo" secondo te?
Post by fm2766
Post by stufo36
I numeri si
possono sommare e moltiplicare. Non e' che tre tre, come voti facciano
9. Nemmeno le temperature centigradi sono numeri, alla faccia dei
libri sdozzi, nemmeno i "numeri civici" e certi cognomi sono
"quantitativi".
a.cignini
2010-12-18 21:47:16 UTC
Post by fm2766
... Gli alunni hanno il diritto
di sapere come sono stati valutati, ma non mi pare
appena finita l'interrogazione; credo che il prof.
abbia diritto di pensarci su e dirglielo (dir_loro_lo) anche a
ricreazione e anche il giorno dopo.
In realtà hanno diritto ad una valutazione *tempestiva* (non al voto
tempestivo, intendiamoci!): è andato bene, male, perché e percome. Il
voto, non è un obbligo comunicarlo, ma la valutazione sì.
Il voto-numero deve essere coerente col giudizio: può andare bene
una griglietta di quattro o cinque voci e poi fare la media.
Può bastare "contenuto sufficiente, forma scadente"= voto 4?
Se articolo più dettagliatamente la motivazione il voto conseguente
dovrebbe essere più preciso.
Riguardo agli scritti la tempestività si riduce alla riconsegna degli
elaborati corretti (a casa).
Ma per l'orale sto benedetto Statuto delle studentesse si rende
conto dei vari casi fortemente amletici che si pongono a un docente
che intende essere giusto, obiettivo, ma anche educativo, attento al
caso individuale? Mi vuole dare un po' di tempo prima di mettere sul
registro un voto che non può essere abraso o corretto o sotterfuggizzato
né a danno né a vantaggio delle educande e degli educandi?
Posso dire: "Sei andat_ abbastanza bene, però...".
Si aspetterà un sette? un otto? Dato che non si possono mettere
i mezzi voti che fo se 6 mi pare poco e 7 mi pare troppo?

Per questo preferirei una tempestività elastica.

a.c.
Naciketas
2010-12-19 05:55:33 UTC
Post by a.cignini
caso individuale? Mi vuole dare un po' di tempo prima di mettere sul
registro un voto che non può essere abraso o corretto o sotterfuggizzato
né a danno né a vantaggio delle educande e degli educandi?
Puoi discuterne con la classe, oltre che con lo studente stesso. E' una cosa
formativa.
Post by a.cignini
Posso dire: "Sei andat_ abbastanza bene, però...".
Si aspetterà un sette? un otto? Dato che non si possono mettere
i mezzi voti che fo se 6 mi pare poco e 7 mi pare troppo?
Perché non puoi mettere i mezzi voti?

a.
Paolo Fasce
2010-12-19 08:20:50 UTC
Post by Naciketas
Perché non puoi mettere i mezzi voti?
Non mi risultano siano previsti dalla normativa. Taccio sui cinquealseimeno.
--
Paolo Fasce

Pensieri sottobanco
La scuola raccontata alla mia gatta
http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2242
Naciketas
2010-12-19 09:45:13 UTC
Post by Paolo Fasce
Non mi risultano siano previsti dalla normativa. Taccio sui
cinquealseimeno.
Parliamo dei voti sul registro o dei voti agli scrutini? Io so che i voti
devono essere tondi agli scrutini, non nelle singole verifiche.

a.
Paolo Fasce
2010-12-19 11:56:07 UTC
Post by Naciketas
Post by Paolo Fasce
Non mi risultano siano previsti dalla normativa. Taccio sui
cinquealseimeno.
Parliamo dei voti sul registro o dei voti agli scrutini? Io so che i voti
devono essere tondi agli scrutini, non nelle singole verifiche.
In un seminario SSIS, quindi ormai diversi anni fa, il relatore parlo'
dei voti numerici e mise in evidenza il fatto che se nella prassi
imperano le cose piu' incredibili, le cose dovrebbero andare in altro
modo. In particolare il tema era legato a ricorsi et similia e siamo
quini nel contesto "siccome non succede mai nulla, nella stragrande
maggioranza dei casi, ognuno fa quello che vuole". Ma un giudice non
capisce cosa vuol dire cinquealsei ne settemenomeno.
--
Paolo Fasce

Pensieri sottobanco
La scuola raccontata alla mia gatta
http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2242
Naciketas
2010-12-19 16:06:43 UTC
Post by Paolo Fasce
maggioranza dei casi, ognuno fa quello che vuole". Ma un giudice non
capisce cosa vuol dire cinquealsei ne settemenomeno.
Sulla ridicolaggine del sette meno meno siamo tutti d'accordo. Ma perché non
il sette e mezzo? Penso che non ci sia qui un solo docente che non usi i
mezzi voti. Almeno io non ne ho incontrato nessuno in dodici anni di lavoro
a scuola.

a.
a.cignini
2010-12-19 17:30:17 UTC
Post by Naciketas
Post by Paolo Fasce
maggioranza dei casi, ognuno fa quello che vuole". Ma un giudice non
capisce cosa vuol dire cinquealsei ne settemenomeno.
Sulla ridicolaggine del sette meno meno siamo tutti d'accordo. Ma perché
non il sette e mezzo? Penso che non ci sia qui un solo docente che non usi
i mezzi voti. Almeno io non ne ho incontrato nessuno in dodici anni di
lavoro a scuola.
E' un abuso di fatto, che potrebbe precedere, sollecitare e ottenere, oltre
alle sanatorie tacite, anche una legalizzazione formale.
Tra l'altro si offrirebbe una gamma di valutazione molto più ampia
(dubito che sarebbe ipso facto più accettabile anche da alunni e famiglie).
Che ingiustizia! a lui 27/30 a me 24/30.

a.c.
Naciketas
2010-12-19 17:45:25 UTC
Post by a.cignini
E' un abuso di fatto, che potrebbe precedere, sollecitare e ottenere, oltre
alle sanatorie tacite, anche una legalizzazione formale.
Questa è davvero bella. Praticamente *tutti* i docenti che ho incontrato
nella mia carriera valutavano e valutano in modo illegale?
Quali sono i riferimenti normativi?

a.
fm2766
2010-12-19 20:54:31 UTC
Post by Naciketas
Post by a.cignini
E' un abuso di fatto, che potrebbe precedere, sollecitare e ottenere, oltre
alle sanatorie tacite, anche una legalizzazione formale.
Questa è davvero bella. Praticamente *tutti* i docenti che ho incontrato
nella mia carriera valutavano e valutano in modo illegale?
Quali sono i riferimenti normativi?
Che io ricordi, le norme dicono che i voti debbano essere "numeri
decimali"... ma, secondo me, chi ha scritto la legge non sa bene cosa
siano i numeri decimali.
Ve lo immaginate un voto pari a 6,453? :-)

Comunque, spero di ricordare male. :-)
a.cignini
2010-12-20 00:09:28 UTC
Post by Naciketas
Post by a.cignini
E' un abuso di fatto, che potrebbe precedere, sollecitare e ottenere, oltre
alle sanatorie tacite, anche una legalizzazione formale.
Questa è davvero bella. Praticamente *tutti* i docenti che ho incontrato
nella mia carriera valutavano e valutano in modo illegale?
Quali sono i riferimenti normativi?
Ho fatto qualche giretto in rete e mi sono accorto che è una super-faq.
es.:
http://tinyurl.com/33n7pjn

Ho concluso che non è stato sostanzialmente abrogato il
Regio decreto 30 aprile 1924, n. 965
(in Gazz. Uff., 25 giugno, n. 148)

http://www.icbernareggio.it/leggi/regio_decreto_30.04.24.pdf

Circolari regionali o di vari istituti vietano espressamente
i segni + e -;
i mezzi voti pare che non siano previsti ma nemmeno illegittimi.
Mi chiedo ancora tuttavia se, a prescindere dal fare effettivo,
in linea di principio, invece di 1/2 si possa scrivere sul registro
personale e in calce agli elaborati 6,5. Se passa il principio
cosa vieterebbe di scrivere anche 5,2; 4,80 e 6,66?
Eppure ero convinto di aver sentito anni fa da qualcuno
che è morto che i voti dovevano essere interi non solo
agli scrutini, ma anche sul registro personale.

a.c.
Naciketas
2010-12-20 05:54:20 UTC
Post by a.cignini
in linea di principio, invece di 1/2 si possa scrivere sul registro
personale e in calce agli elaborati 6,5. Se passa il principio
cosa vieterebbe di scrivere anche 5,2; 4,80 e 6,66?
Sul registro personale si possono adoperare i segni che si preferiscono:
puoi anche mettere un pallino che equivale al sette, una croce che equivale
al due, e così via. L'importante è adoperare poi una legenda.

a.
Paolo Fasce
2010-12-20 09:29:56 UTC
Post by a.cignini
Se passa il principio
cosa vieterebbe di scrivere anche 5,2; 4,80 e 6,66?
La prima volta che posso, daro' N+PiGreco (con N naturale compreso tra 1
e 6).
Varianti: N+e
--
Paolo Fasce

Pensieri sottobanco
La scuola raccontata alla mia gatta
http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2242
a.cignini
2010-12-20 10:18:27 UTC
Post by a.cignini
Se passa il principio
cosa vieterebbe di scrivere anche 5,2; 4,80 e 6,66?
La prima volta che posso, daro' N+PiGreco (con N naturale compreso tra 1 e
6).
Varianti: N+e
L'importante è che poi tu metta in calce una legenda comprensibile
anche al preside che non capisce niente di matematica o di. Io ne
ne ebbi uno che esigeva, proprio per le vacanze natalizie, che i docenti
lasciassero le chiavi sulla toppa del cassetto o li dessero ai bidelli
affinché egli potesse a suo piacimento ispezionare i registri
personali. Ed essendo un suo diritto, lo faceva diligentemente
riempiendo di annotazioni e di punti interrogativi in rosso molte
pagine indiziate di irregolarità: non congruo numero di verifiche orali;
la data di qualche compito in classe è dubbia; voti corretti e sostituiti;
interrogazioni scritte??

E non portatevi i registri a casa.

a.c.
Maurizio Pistone
2010-12-20 12:08:17 UTC
Post by a.cignini
Eppure ero convinto di aver sentito anni fa da qualcuno
che è morto che i voti dovevano essere interi non solo
agli scrutini, ma anche sul registro personale.
spero non sia morto per questo
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
a***@freemail.it
2010-12-18 19:00:30 UTC
Post by a.cignini
Post by a***@freemail.it
Post by Lisa
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
ma... in base a quale norma di fonte ministeriale uno studente
Gli alunni hanno il diritto
Post by a.cignini
di sapere come sono stati valutati, ma non mi pare
appena finita l'interrogazione; credo che il prof.
abbia diritto di pensarci su e dirglielo (dir_loro_lo) anche a
ricreazione e anche il giorno dopo.
Tranquillo: lo so che "gli" al posto di "loro" si può usare,
soprattutto quando "gli" e` compl. indiretto (= "a loro") -
(Della Casa, poi, ecc....)

Qui una dotta dissertazione: http://tinyurl.com/ybv4lqo
a.cignini
2010-12-18 21:15:52 UTC
credo che il prof.
Post by a***@freemail.it
Post by a.cignini
abbia diritto di pensarci su e dirglielo (dir_loro_lo) anche a
ricreazione e anche il giorno dopo.
Tranquillo: lo so che "gli" al posto di "loro" si può usare,
soprattutto quando "gli" e` compl. indiretto (= "a loro") -
(Della Casa, poi, ecc....)
Qui una dotta dissertazione: http://tinyurl.com/ybv4lqo
Oltre al caso loro/gli c'è anche il caso del femminile:
- oca glielo dici a tua sorella.
- Glielo dico tutti i giorni.

Glielo non le_lo, no?

a.c.
a***@freemail.it
2010-12-18 23:23:54 UTC
Post by a.cignini
credo che il prof.
Post by a***@freemail.it
Post by a.cignini
abbia diritto di pensarci su e dirglielo (dir_loro_lo) anche a
Tranquillo: lo so che "gli" al posto di "loro" si può usare,
- oca glielo dici a tua sorella.
- Glielo dico tutti i giorni.
Glielo non le_lo, no?
sì,"gli" è la forma atona http://tinyurl.com/3amnkxp
(che corrrisponde alla forma tonica "le" = "a lei"). -
Per influsso etimologico: "illi", sia m. che f. (Devoto-Oli)
Maurizio Pistone
2010-12-18 23:07:39 UTC
Post by a***@freemail.it
Qui una dotta dissertazione: http://tinyurl.com/ybv4lqo
anche qui:

tinyurl.com/yeqouh
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
barbapapà
2010-12-17 19:41:30 UTC
Post by Lisa
Sentite questa che è carina.
Ragazzo attualmente in quinta dopo essere stato bocciato una volta,
quindi di 19 anni suonati, tendente ai 20.
Si è fatto certificare come "affetto da lieve dislessia" nientemeno
che alla fine della quarta (anzi della seconda annata della quarta),
quindi a quasi 19 anni. Ovviamente senza nessuna segnalazione
precedente, da parte sua o della famiglia, sul fatto che fossero
venuti dei dubbi in proposito e che fossero in corso degli
accertamenti diagnostici. La certrificazione non ha nemmeno il timbro
della ASL, ma è firmata solo da uno psicologo privato, non contiene
nessun dettaglio sulla diagnosi, e si limita a certificare che il
ragazzo "è affetto da dislessia in forma lieve e ha bisogno degli
strumenti dispensativi e compensativi opportuni".
Chi l'ha conosciuto per i quattro anni precedenti è cascato dal pero,
perché di errori tipici da dislessico non ne aveva mai fatti (mentre
di cripto-dislessici autentici ma non diagnosticati, ce ne sono, e in
generale si vedono).
E adesso la sua tecnica di azione è questa: tra i vari accorgimenti
concordati, c'è anche il fatto che abbia diritto a fare le
interrogazioni programmate. Quindi si programma la verifica, si scrive
sul registro, solo che regolarmente, il giorno dell'interrogazione
programmata, il nostro non viene a scuola, oppure entra alla seconda
ora, o esce un'ora prima, a seconda della materia. Per le materie che
hanno poche ore a settimana, risulta quasi impossibile
Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?" Il ragazzo acconsente (in teoria potrebbe anche dire
di no e pretendere di fissare un'altra data, ma acconsente
liberamente)... e poi, se prende la sufficienza, finisce tutto in
gloria, e se invece va male comincia a contestare il voto, a
pretendere che sia invalidato, e a minacciare ricorsi e ritorsioni
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
Lisa
storia simile. Studentessa straniera, primo anno di liceo. Inizialmente
studiava abbastanza, poi ha iniziato a frequentare gli studenti "impegnati"
in politica e da allora non fa più una beneamata minchia. Ogni volta che c'è
una verifica lei se ne esce con un << eh ma io ero assente....eh ma io
queste cose non le so...>> ed altre storie simili. Del suo cambiamento ci
siamo accorti tutti, ma non riteniamo che abbia bisogno di un P.E.P. perchè
chi l'ha seguita dice che, appunto, semplicemente non fa nulla a casa. Tra
l'altro si sta ponendo anche in maniera abbastanza superba e
polemica....quindi non è escluso che possa assaggiare qualche pedata nel
kiulo nei mesi successivi.
--
maximum solacium est cogitare id sibi accidisse quod omnes ante se passi
sunt omnesque passuri; et ideo mihi videtur rerum natura, quod gravissimum
fecerat commune fecisse, ut crudelitatem fati consolaretur aequalitas
Naciketas
2010-12-17 20:09:07 UTC
Post by barbapapà
storia simile. Studentessa straniera, primo anno di liceo. Inizialmente
studiava abbastanza, poi ha iniziato a frequentare gli studenti
"impegnati" in politica e da allora non fa più una beneamata minchia.
Dal vostro miope punto di vista. In realtà fa benissimo così.

a.
barbapapà
2010-12-17 22:57:43 UTC
Post by Naciketas
Post by barbapapà
storia simile. Studentessa straniera, primo anno di liceo. Inizialmente
studiava abbastanza, poi ha iniziato a frequentare gli studenti
"impegnati" in politica e da allora non fa più una beneamata minchia.
Dal vostro miope punto di vista. In realtà fa benissimo così.
a.
magari, se tu fossi un po' più umile - ma credo che sia più facile che
berlusconi possa diventare onesto - capiresti che io e i colleghi abbiamo
molti elementi in mano che ci portano a dire che semplicemente l'alunna in
questione non ha voglia di studiare.
--
maximum solacium est cogitare id sibi accidisse quod omnes ante se passi
sunt omnesque passuri; et ideo mihi videtur rerum natura, quod gravissimum
fecerat commune fecisse, ut crudelitatem fati consolaretur aequalitas
Naciketas
2010-12-18 05:40:51 UTC
Post by barbapapà
magari, se tu fossi un po' più umile - ma credo che sia più facile che
berlusconi possa diventare onesto - capiresti che io e i colleghi abbiamo
molti elementi in mano che ci portano a dire che semplicemente l'alunna in
questione non ha voglia di studiare.
Nessuno ha contestato questo. E' che la "voglia di studiare" - cioè di fare
quello che dicono i professori - non è fondamentale per crescere bene.
Magari, se fossi un po' più umile, comprenderesti che si può imparare molto
anche fuori dalla scuola: ed un ragazzo o una ragazza particolarmente
intelligenti possono decidere di impiegare meno energie per la scuola e più
energie per fare radio, o per lavorare in un gruppo politico, o altro.

a.
Maurizio Pistone
2010-12-18 10:22:11 UTC
Post by Naciketas
E' che la "voglia di studiare" - cioè di fare
quello che dicono i professori -
naturalmente i professori sono dei pervertiti che hanno come unico scopo
tormentare i ragazzi per riempirli di latinorum ecc.
Post by Naciketas
non è fondamentale per crescere bene.
perfettamente d'accordo
Post by Naciketas
Magari, se fossi un po' più umile, comprenderesti che si può imparare molto
se fosse più umile la ragazza in questione, capirebbe che può benissimo
imparare cose meravigliose fuori della scuola, senza poi pretendere un
timbro della scuola pubblica.

=====

La Madonna di Lourdes arriva là dove la scienza si arresta impotente: su
questo siamo perfettamente d'accordo.

Ma non si può pretendere di andare a bagnarsi nella sacra fonte a spese
della Mutua.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
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stufo36
2010-12-18 18:47:35 UTC
On Sat, 18 Dec 2010 06:40:51 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Magari, se fossi un po' più umile, comprenderesti che si può imparare molto
anche fuori dalla scuola: ed un ragazzo o una ragazza particolarmente
intelligenti possono decidere di impiegare meno energie per la scuola e più
energie per fare radio, o per lavorare in un gruppo politico, o altro.
Chi paga?
barbapapà
2010-12-18 22:20:02 UTC
Post by Naciketas
Post by barbapapà
magari, se tu fossi un po' più umile - ma credo che sia più facile che
berlusconi possa diventare onesto - capiresti che io e i colleghi abbiamo
molti elementi in mano che ci portano a dire che semplicemente l'alunna
in questione non ha voglia di studiare.
Nessuno ha contestato questo. E' che la "voglia di studiare" - cioè di
fare quello che dicono i professori - non è fondamentale per crescere
bene. Magari, se fossi un po' più umile, comprenderesti che si può
imparare molto anche fuori dalla scuola: ed un ragazzo o una ragazza
particolarmente intelligenti possono decidere di impiegare meno energie
per la scuola e più energie per fare radio, o per lavorare in un gruppo
politico, o altro.
a.
per quanto mi riguarda la ragazza in questione può decidere di impiegare la
sua intelligenza per scrivere poesie, suonare la chitarra o studiare
l'accoppiamento dei lemuri in cattività, ma, fino a che viene a scuola, si
attiene alle richieste dei docenti, a meno che gli stessi non ritengano che,
a fronte di uno studio costante, i risultati siano realmente al di sotto
delle aspettative, a causa di reali problemi. Non studiare un cavolo non mi
sembra un reale problema. Ti scioccherò, ma guarda che esistono ragazzi con
poca voglia di studiare anche tra gli stranieri, non è che sia prerogativa
degli italiani.
--
maximum solacium est cogitare id sibi accidisse quod omnes ante se passi
sunt omnesque passuri; et ideo mihi videtur rerum natura, quod gravissimum
fecerat commune fecisse, ut crudelitatem fati consolaretur aequalitas
Naciketas
2010-12-19 05:49:34 UTC
Post by barbapapà
per quanto mi riguarda la ragazza in questione può decidere di impiegare
la sua intelligenza per scrivere poesie, suonare la chitarra o studiare
l'accoppiamento dei lemuri in cattività, ma, fino a che viene a scuola, si
attiene alle richieste dei docenti
E cos'è la scuola, una caserma? Fino a prova contraria, uno è libero di
scegliere quanto impegno dedicare alla scuola. Uscirsene dicendo che la
studentessa deve prendere qualche pedata nel culo perché non studia come e
quanto volete voi e (horribile dictu) si pone addirittura con atteggiamento
polemico, vuol dire scambiare la scuola con la caserma.

a.
Maurizio Pistone
2010-12-19 09:49:07 UTC
Post by Naciketas
E cos'è la scuola, una caserma? Fino a prova contraria, uno è libero di
scegliere quanto impegno dedicare alla scuola.
non è una caserma, ma è una comunità organizzata in vista di un
obiettivo comune.

Uno può iscriversi ad una squadra di pallavolo, liberissimo poi di
saltare gli allenamenti perché deve suonare la chitarra o aiutare le
vecchine ad attraversare la strada, ma poi non s'incazzi se non lo
convocano per le partite.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
stufo36
2010-12-19 11:46:06 UTC
On Sun, 19 Dec 2010 06:49:34 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
E cos'è la scuola, una caserma?
Se statale o paraggiata non puo' essere altro. Anche i militari si
"arrangiano".
Lisa
2010-12-19 12:33:14 UTC
On Sun, 19 Dec 2010 06:49:34 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by barbapapà
per quanto mi riguarda la ragazza in questione può decidere di impiegare
la sua intelligenza per scrivere poesie, suonare la chitarra o studiare
l'accoppiamento dei lemuri in cattività, ma, fino a che viene a scuola, si
attiene alle richieste dei docenti
E cos'è la scuola, una caserma? Fino a prova contraria, uno è libero di
scegliere quanto impegno dedicare alla scuola. Uscirsene dicendo che la
studentessa deve prendere qualche pedata nel culo perché non studia come e
quanto volete voi e (horribile dictu) si pone addirittura con atteggiamento
polemico, vuol dire scambiare la scuola con la caserma.
Non penso che si sia posto realmente il problema di darle delle pedate
nel culo, semmai solo il problema di darle delle valutazioni
insufficienti e bocciarla.

LIsa
Naciketas
2010-12-19 15:58:41 UTC
Post by Lisa
Non penso che si sia posto realmente il problema di darle delle pedate
nel culo, semmai solo il problema di darle delle valutazioni
insufficienti e bocciarla.
Lo spero bene, Lisa. Ma se si propone di bocciarla perché la studentessa non
si mostra sottomessa e fa la polemica direi che c'è qualcosa che non va.

a.
stufo36
2010-12-19 17:17:13 UTC
On Sun, 19 Dec 2010 16:58:41 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Lo spero bene, Lisa. Ma se si propone di bocciarla perché la studentessa non
si mostra sottomessa e fa la polemica direi che c'è qualcosa che non va.
Non e' che se un calciatore polemizza per una rete annullata decidono
sui due piedi che era valida.
Lisa
2010-12-19 18:24:17 UTC
On Sun, 19 Dec 2010 16:58:41 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by Lisa
Non penso che si sia posto realmente il problema di darle delle pedate
nel culo, semmai solo il problema di darle delle valutazioni
insufficienti e bocciarla.
Lo spero bene, Lisa. Ma se si propone di bocciarla perché la studentessa non
si mostra sottomessa e fa la polemica direi che c'è qualcosa che non va.
Mah, veramente io avevo capito che si proponesse di bocciarla perché
disinteressata a studiare e impreparata, tutto lì. Se poi studia poco
perché preferisce fare altre cose interessantissime e significative,
meriterà il massimo rispetto umano, ma che c'entra con i voti e i
risultati scolastici? Io posso avere la massima stima umana di uno
studente, e dargli ugualmente l'insufficienza nella mia materia, se
penso che la meriti.

Lisa
Naciketas
2010-12-19 19:58:40 UTC
Post by Lisa
Mah, veramente io avevo capito che si proponesse di bocciarla perché
disinteressata a studiare e impreparata, tutto lì.
"Tra
l'altro si sta ponendo anche in maniera abbastanza superba e
polemica....quindi non è escluso che possa assaggiare qualche pedata nel
kiulo nei mesi successivi."
Commentavo questo. Un modo di esprimersi peraltro assolutamente
inaccettabile in un docente.

a.
barbapapà
2010-12-19 12:47:31 UTC
Post by Naciketas
Post by barbapapà
per quanto mi riguarda la ragazza in questione può decidere di impiegare
la sua intelligenza per scrivere poesie, suonare la chitarra o studiare
l'accoppiamento dei lemuri in cattività, ma, fino a che viene a scuola,
si attiene alle richieste dei docenti
E cos'è la scuola, una caserma? Fino a prova contraria, uno è libero di
scegliere quanto impegno dedicare alla scuola. Uscirsene dicendo che la
studentessa deve prendere qualche pedata nel culo perché non studia come e
quanto volete voi e (horribile dictu) si pone addirittura con
atteggiamento polemico, vuol dire scambiare la scuola con la caserma.
a.
ma che caserma d'egitto ! ho decine di alunni che chiacchierano con me su
feisbuc, che mi apprezzano nonostante la mia severità, perchè sanno che, se
li sprono a mantenere un atteggiamento responsabile, è solo per il loro
bene, perchè possano arrivare al momento del diploma con una preparazione
tale da poter decidere in tutta serenità di affrontare un percorso
universitario. Qui ci troviamo semplicemente dinanzi ad una ragazza di 13
anni che ha scoperto, grazie ad amicizie sbagliate, quanto sia bello
cazzeggiare. Una sua compagna, che proviene dalla stessa nazione e che aveva
iniziato male, ora si è messa a studiare e va meglio di una diecina di suoi
compagni, italiani.
--
maximum solacium est cogitare id sibi accidisse quod omnes ante se passi
sunt omnesque passuri; et ideo mihi videtur rerum natura, quod gravissimum
fecerat commune fecisse, ut crudelitatem fati consolaretur aequalitas
Naciketas
2010-12-19 16:01:23 UTC
Post by barbapapà
ma che caserma d'egitto ! ho decine di alunni che chiacchierano con me su
feisbuc, che mi apprezzano nonostante la mia severità, perchè sanno che,
se li sprono a mantenere un atteggiamento responsabile, è solo per il loro
bene, perchè possano arrivare al momento del diploma con una preparazione
tale da poter decidere in tutta serenità di affrontare un percorso
universitario.
Sì, questo l'hai già detto. Non ho capito esattamente cosa dovrebbe
dimostrare il fatto che chatti con i tuoi alunni su fb, ma tant'è.
Post by barbapapà
Qui ci troviamo semplicemente dinanzi ad una ragazza di 13 anni che ha
scoperto, grazie ad amicizie sbagliate, quanto sia bello cazzeggiare.
Avevi parlato di politica, ora parli di cazzeggio. Quello che non capisco è
dov'è il tuo problema. Se la ragazza studia, le metti otto, se no studia le
metti quattro. Perché ti prendi tanto veleno e ti metti a sindacare le sue
amicizie?
Post by barbapapà
Una sua compagna, che proviene dalla stessa nazione e che aveva iniziato
male, ora si è messa a studiare e va meglio di una diecina di suoi
compagni, italiani.
Che c'entra la nazione? E che c'entra l'amica?

a.
barbapapà
2010-12-19 17:16:13 UTC
Post by Naciketas
Post by barbapapà
ma che caserma d'egitto ! ho decine di alunni che chiacchierano con me su
feisbuc, che mi apprezzano nonostante la mia severità, perchè sanno che,
se li sprono a mantenere un atteggiamento responsabile, è solo per il
loro bene, perchè possano arrivare al momento del diploma con una
preparazione tale da poter decidere in tutta serenità di affrontare un
percorso universitario.
Sì, questo l'hai già detto. Non ho capito esattamente cosa dovrebbe
dimostrare il fatto che chatti con i tuoi alunni su fb, ma tant'è.
Post by barbapapà
Qui ci troviamo semplicemente dinanzi ad una ragazza di 13 anni che ha
scoperto, grazie ad amicizie sbagliate, quanto sia bello cazzeggiare.
Avevi parlato di politica, ora parli di cazzeggio. Quello che non capisco
è dov'è il tuo problema. Se la ragazza studia, le metti otto, se no studia
le metti quattro. Perché ti prendi tanto veleno e ti metti a sindacare le
sue amicizie?
Post by barbapapà
Una sua compagna, che proviene dalla stessa nazione e che aveva iniziato
male, ora si è messa a studiare e va meglio di una diecina di suoi
compagni, italiani.
Che c'entra la nazione? E che c'entra l'amica?
a.
vedi vigilante, c'è stato un tempo in cui ho pensato che ti divertissi a
fare il cretino, per spirito polemico. Adesso capisco che semplicemente non
capisci un cazzo.
--
maximum solacium est cogitare id sibi accidisse quod omnes ante se passi
sunt omnesque passuri; et ideo mihi videtur rerum natura, quod gravissimum
fecerat commune fecisse, ut crudelitatem fati consolaretur aequalitas
Naciketas
2010-12-19 17:30:00 UTC
Post by barbapapà
vedi vigilante, c'è stato un tempo in cui ho pensato che ti divertissi a
fare il cretino, per spirito polemico. Adesso capisco che semplicemente
non capisci un cazzo.
Ecco un altro che fa brutto quando non ha più che dire.
Camice, prego.

a.
barbapapà
2010-12-19 19:19:59 UTC
Post by Naciketas
Post by barbapapà
vedi vigilante, c'è stato un tempo in cui ho pensato che ti divertissi a
fare il cretino, per spirito polemico. Adesso capisco che semplicemente
non capisci un cazzo.
Ecco un altro che fa brutto quando non ha più che dire.
Camice, prego.
a.
sei giovane, fatti curare, che magari torni normale
--
maximum solacium est cogitare id sibi accidisse quod omnes ante se passi
sunt omnesque passuri; et ideo mihi videtur rerum natura, quod gravissimum
fecerat commune fecisse, ut crudelitatem fati consolaretur aequalitas
Naciketas
2010-12-19 19:59:23 UTC
Post by barbapapà
sei giovane, fatti curare, che magari torni normale
Continui ad insultare gratuitamente. Non sta bene così, caro. Chissà che
direbbero i tuoi studneti se ti leggessero.

a.
barbapapà
2010-12-19 20:50:06 UTC
Post by Naciketas
Post by barbapapà
sei giovane, fatti curare, che magari torni normale
Continui ad insultare gratuitamente. Non sta bene così, caro. Chissà che
direbbero i tuoi studneti se ti leggessero.
a.
direbbero che era doveroso
--
maximum solacium est cogitare id sibi accidisse quod omnes ante se passi
sunt omnesque passuri; et ideo mihi videtur rerum natura, quod gravissimum
fecerat commune fecisse, ut crudelitatem fati consolaretur aequalitas
Naciketas
2010-12-19 20:58:28 UTC
Post by barbapapà
direbbero che era doveroso
Il che vuol dire che sei contagioso.

a.
a***@freemail.it
2010-12-19 13:21:25 UTC
On Sun, 19 Dec 2010 06:49:34 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by barbapapà
per quanto mi riguarda la ragazza in questione può decidere di impiegare
ino a prova contraria, uno è libero di
Post by Naciketas
scegliere quanto impegno dedicare alla scuola.
ovvio, è una libertà,e in quanto tale il suo impegno nella politica/
musica/ecc. è condizionato dalla capacità di dedicare alla scuola
altrettanto impegno (della serie: Qui si parrà la tua nobilitate) -
a meno che non scambi la libertà con la licenza (= agire
INcondizionatamente)
stufo36
2010-12-19 11:44:50 UTC
Post by barbapapà
per quanto mi riguarda la ragazza in questione può decidere di impiegare la
sua intelligenza per scrivere poesie, suonare la chitarra o studiare
l'accoppiamento dei lemuri in cattività, ma, fino a che viene a scuola, si
attiene alle richieste dei docenti
Vuol dire che avrebbe bisogno di un'altra scuola: se vuole studiare
lemuri il suo diritto allo studio e' conculcato, no?