(troppo vecchio per rispondere)
dislessia e paraculite cronica
Lisa
2010-12-17 08:27:59 UTC
Sentite questa che è carina.

Ragazzo attualmente in quinta dopo essere stato bocciato una volta,
quindi di 19 anni suonati, tendente ai 20.

Si è fatto certificare come "affetto da lieve dislessia" nientemeno
che alla fine della quarta (anzi della seconda annata della quarta),
quindi a quasi 19 anni. Ovviamente senza nessuna segnalazione
precedente, da parte sua o della famiglia, sul fatto che fossero
venuti dei dubbi in proposito e che fossero in corso degli
accertamenti diagnostici. La certrificazione non ha nemmeno il timbro
della ASL, ma è firmata solo da uno psicologo privato, non contiene
nessun dettaglio sulla diagnosi, e si limita a certificare che il
ragazzo "è affetto da dislessia in forma lieve e ha bisogno degli
strumenti dispensativi e compensativi opportuni".

Chi l'ha conosciuto per i quattro anni precedenti è cascato dal pero,
perché di errori tipici da dislessico non ne aveva mai fatti (mentre
di cripto-dislessici autentici ma non diagnosticati, ce ne sono, e in
generale si vedono).

E adesso la sua tecnica di azione è questa: tra i vari accorgimenti
concordati, c'è anche il fatto che abbia diritto a fare le
interrogazioni programmate. Quindi si programma la verifica, si scrive
sul registro, solo che regolarmente, il giorno dell'interrogazione
programmata, il nostro non viene a scuola, oppure entra alla seconda
ora, o esce un'ora prima, a seconda della materia. Per le materie che
hanno poche ore a settimana, risulta quasi impossibile

Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?" Il ragazzo acconsente (in teoria potrebbe anche dire
di no e pretendere di fissare un'altra data, ma acconsente
liberamente)... e poi, se prende la sufficienza, finisce tutto in
gloria, e se invece va male comincia a contestare il voto, a
pretendere che sia invalidato, e a minacciare ricorsi e ritorsioni
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".

Lisa
Luca Sasdelli
2010-12-17 08:40:23 UTC
Post by Lisa
pretendere che sia invalidato, e a minacciare ricorsi e ritorsioni
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
La prossima volta che prende una sufficienza in interrogazione non
programmata, annullagliela per lo stesso motivo ^___^

Ciao
Luca
Maurizio Pistone
2010-12-17 08:41:57 UTC
Post by Lisa
Si è fatto certificare come "affetto da lieve dislessia" nientemeno
che alla fine della quarta (anzi della seconda annata della quarta),
quindi a quasi 19 anni. Ovviamente senza nessuna segnalazione
precedente, da parte sua o della famiglia, sul fatto che fossero
venuti dei dubbi in proposito e che fossero in corso degli
accertamenti diagnostici. La certrificazione non ha nemmeno il timbro
della ASL, ma è firmata solo da uno psicologo privato, non contiene
nessun dettaglio sulla diagnosi, e si limita a certificare che il
ragazzo "è affetto da dislessia in forma lieve e ha bisogno degli
strumenti dispensativi e compensativi opportuni".
chiedete una diagnosi di dislessia conclamata con la firma di un
neurologo dell'ASL, altrimenti ciccia
Post by Lisa
tra i vari accorgimenti
concordati
concordati con chi? c'è una deliberazione del Consiglio di Classe?
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Naciketas
2010-12-17 09:08:27 UTC
Post by Lisa
Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?"
In una scuola in cui ho insegnato una decina di anni fa le interogazioni
erano tutte programmate: se lo studente mancava il giorno della verifica
prendeva automaticamente due, a meno che non presentasse certificato medico.
In quella scuola il due in una sola disciplina comportava la bocciatura.

a.
Lisa
2010-12-17 09:16:57 UTC
On Fri, 17 Dec 2010 10:08:27 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by Lisa
Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?"
In una scuola in cui ho insegnato una decina di anni fa le interogazioni
erano tutte programmate: se lo studente mancava il giorno della verifica
prendeva automaticamente due, a meno che non presentasse certificato medico.
In quella scuola il due in una sola disciplina comportava la bocciatura.
Il motivo per cui in genere rifiuto di fare le interrogazioni
programmate è semplice: negli anni in cui ci ho provato, la
percentuale di scene mute, di scuse patetiche e di insufficienze in
generale che ne risultavano, era esattamente la stessa...

...e in più succede che ANCHE l'insegnante si trova infognato in
polemiche senza fine sull'intepretazione della lista, sulle
giustificazioni, sul volontario di riserva, su quello che non si è
presentato, e quant'altro.

Quindi, siccome in generale i volontari li accetto, se i ragazzi
vogliono provare a farsi una scaletta programmata, che se la facciano
pure, ma non voglio assolutamente esservi coinvolta io. Al massimo
dico: "la prossima volta ne voglio quattro, se qualcuno viene
volontariamente, bene, altrimenti chiamo io".

Se poi il volontario arriva perché l'ha deciso da solo lì per lì, o se
arriva perché si sono messi insieme in venti e hanno fatto una lista
scritta, io non lo so e non lo voglio sapere.


Lisa
Maurizio Pistone
2010-12-17 09:22:36 UTC
Post by Lisa
Quindi, siccome in generale i volontari li accetto, se i ragazzi
vogliono provare a farsi una scaletta programmata, che se la facciano
pure, ma non voglio assolutamente esservi coinvolta io. Al massimo
dico: "la prossima volta ne voglio quattro, se qualcuno viene
volontariamente, bene, altrimenti chiamo io".
Se poi il volontario arriva perché l'ha deciso da solo lì per lì, o se
arriva perché si sono messi insieme in venti e hanno fatto una lista
scritta, io non lo so e non lo voglio sapere.
anch'io in genere faccio così
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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http://blog.ilpugnonellocchio.it
Naciketas
2010-12-17 09:43:11 UTC
Post by Lisa
Se poi il volontario arriva perché l'ha deciso da solo lì per lì, o se
arriva perché si sono messi insieme in venti e hanno fatto una lista
scritta, io non lo so e non lo voglio sapere.
Metodo Naciketas. Da giorno x a giorno y spiego, da giorno z interrogo.
Quando arriva il giorno z chiedo se ci sono volontari. In genere scena muta.
Allora chiamo mezza classe e metto l'impreparato sul registro; l'altra mezza
classe la chiamo in giorno seguente. Nei primi due giorni di verifica tutta
la classe, fatta eccezione per pochi virtuosi, ha l'impreparato. Una volta
preso l'impreparato, è interesse dello studente venire il prima possibile:
ogni giorno che passa è un voto in meno alla verifica.

a.
Maurizio Pistone
2010-12-17 14:12:18 UTC
Post by Naciketas
Da giorno x a giorno y spiego, da giorno z interrogo.
ah, spieghi e poi interroghi?

Allora vuol dire che non insegni per competenze.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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tabhall
2010-12-17 14:33:39 UTC
Post by Maurizio Pistone
Allora vuol dire che non insegni per competenze.
Perché? Si spera che uno, una volta che è diventato competente in
qualcosa, non torni incompetente nel giro di 15 giorni! Una competenza è
per sempre, con gli opportuni aggiornamenti casomai.

Tabhall
fm2766
2010-12-17 15:03:24 UTC
Post by Lisa
E adesso la sua tecnica di azione è questa: tra i vari accorgimenti
concordati, c'è anche il fatto che abbia diritto a fare le
interrogazioni programmate. Quindi si programma la verifica, si scrive
sul registro, solo che regolarmente, il giorno dell'interrogazione
programmata, il nostro non viene a scuola, oppure entra alla seconda
ora, o esce un'ora prima, a seconda della materia. Per le materie che
hanno poche ore a settimana, risulta quasi impossibile
Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Male! Lo si reinterroga, senza proposta alcuna, la volta immediatamente
successiva.
Se non vuol venire, si fanno comunque due domande dal posto. Se non
risponde gli si attribuisce il voto minimo (uno?) e si annota sul
registro di classe
1) che non era stato possibile interrogarlo nella data programmata in
quanto assente, ,
2) che ha rifiutato l'interrogazione,
3) che il docente l'interrogazione l'ha fatta lo stesso, in quanto la
volta precedente era stato assente e si aveva la necessità di verificare
in itinere la preparazione,
4) che all'allievo potrà comunque essere data una possibilità di
ripresentarsi in un tempo limite, chesso', di un mese, e che, in tal
caso, non si terrà conto della valutazione odierna (è valutazione
formativa, e si può fare)
5) che nell'impossibilità di verificarlo differentemente farà fede
questa interrogazione, l'unica che la presenza dell'allievo ha permesso.

Se non si presenta a scuola, "ad impossibilia, nemo tenetur"! Se non è
possibile fare le interrogazioni programmate, valgono quelle non
programmate, lasciando comunque la disponibilità a fissare un'altra data
per farlo recuperare.

Faccia pure tutti i ricorsi che vuole!
Post by Lisa
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?" Il ragazzo acconsente (in teoria potrebbe anche dire
di no e pretendere di fissare un'altra data, ma acconsente
liberamente)...
Male, non si deve lasciare la scelta in prima battuta. Si può solo dare
la scelta di recuperare in futuro!
Se il voto negativo c'è, poi vedi se si presenta all'interrogazione
successiva o meno!
Se non si presenta, fatti suoi!
Post by Lisa
e poi, se prende la sufficienza, finisce tutto in
gloria, e se invece va male comincia a contestare il voto, a
pretendere che sia invalidato, e a minacciare ricorsi e ritorsioni
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
Premesso che non sono per la richiesta ("Vuoi venire?"), se avete fatto
così, contesti pure tutto quello che vuole! E' dislessico, non incapace
di intendere e volere: Ha acconsentito? Si ciucci il calzino!
Annotate sul registro che aveva acconsentito a farsi interrogare. Poi
per contestarlo dovrà produrre falsi testimoni o farsi rivedere la
diagnosi da "dislessico" a "scemo di guerra"!
Naciketas
2010-12-17 15:09:04 UTC
Post by tabhall
Perché? Si spera che uno, una volta che è diventato competente in
qualcosa, non torni incompetente nel giro di 15 giorni! Una competenza è
per sempre, con gli opportuni aggiornamenti casomai.
Non ho la minima idea di cosa voglia dire insegnare per copetenze. La
distinzione in competenze, conoscenze e salcazzocosa è una stonzatella
pseudopedagogica alla quale non ho mai dat molto peso.

a.
Federico Spano'
2010-12-17 15:28:03 UTC
On Fri, 17 Dec 2010 16:09:04 +0100, "Naciketas"
Post by Naciketas
Post by tabhall
Perché? Si spera che uno, una volta che è diventato competente in
qualcosa, non torni incompetente nel giro di 15 giorni! Una competenza è
per sempre, con gli opportuni aggiornamenti casomai.
Non ho la minima idea di cosa voglia dire insegnare per copetenze. La
distinzione in competenze, conoscenze e salcazzocosa è una stonzatella
pseudopedagogica alla quale non ho mai dat molto peso.
Insegnare "per competenze" è quello che fai se sei appena normale:
significa fare in modo che quella persona possa cavarsela in qualche
caso in più nella vita reale.
--
Federico Spano'
Naciketas
2010-12-17 15:52:29 UTC
Post by Federico Spano'
significa fare in modo che quella persona possa cavarsela in qualche
caso in più nella vita reale.
Ah, allora mi piace un sacco. E' che ho presente le colleghe che
giocherellano con le programmazioni. "Assuntì, che mettiamo qui nelle
competenze?" "Concettì, copia quello che abbiamo scritto l'anno scorso".

a.
Maurizio Pistone
2010-12-17 16:41:12 UTC
cdo
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Paolo Fasce
2010-12-17 17:04:29 UTC
Post by Lisa
Sentite questa che è carina.
Un patto formativo scuola-famiglia?
--
Paolo Fasce

Pensieri sottobanco
La scuola raccontata alla mia gatta
http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2242
Paolo Fasce
2010-12-17 17:07:34 UTC
Post by Lisa
Quindi, siccome in generale i volontari li accetto, se i ragazzi
vogliono provare a farsi una scaletta programmata, che se la facciano
pure, ma non voglio assolutamente esservi coinvolta io. Al massimo
dico: "la prossima volta ne voglio quattro, se qualcuno viene
volontariamente, bene, altrimenti chiamo io".
Mi sembra una strategia sensata.
--
Paolo Fasce

Pensieri sottobanco
La scuola raccontata alla mia gatta
http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2242
a***@freemail.it
2010-12-17 17:55:51 UTC
On Fri, 17 Dec 2010 08:27:54 GMT, ***@spammatialtrove.spl.at (Lisa)
wrote:

tra i vari accorgimenti
Post by Lisa
concordati, c'è anche il fatto che abbia diritto a fare le
interrogazioni programmate.
?

Quindi (...) si scrive
Post by Lisa
sul registro
?
Post by Lisa
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
ma... in base a quale norma di fonte ministeriale uno studente
ha *diritto* all'interrogazione programmata - e un docente ha
il dovere di farla??
Arkannen
2010-12-17 18:00:14 UTC
Post by Lisa
Quindi, siccome in generale i volontari li accetto,
Io interrogo solo i volontari, e siccome di volontari non ce ne è mai
nessuno mi limito a valutarli dal posto.
Se poi il voto non gli piace che venga pure a farsi interrogare a suo
comodo.
Non vedo perché devo mettere in ansia quei poveretti con interrogazione
programmate o peggio che peggio a sorpresa.
Quando con due parole scambiate dal posto gli posso tranquillamente dire -
Sei una capra! - e lui, - Ma no professore! -
- E allora vieni a farti interrogare e mostrami che non è vero. -

..
barbapapà
2010-12-17 19:41:30 UTC
Post by Lisa
Sentite questa che è carina.
Ragazzo attualmente in quinta dopo essere stato bocciato una volta,
quindi di 19 anni suonati, tendente ai 20.
Si è fatto certificare come "affetto da lieve dislessia" nientemeno
che alla fine della quarta (anzi della seconda annata della quarta),
quindi a quasi 19 anni. Ovviamente senza nessuna segnalazione
precedente, da parte sua o della famiglia, sul fatto che fossero
venuti dei dubbi in proposito e che fossero in corso degli
accertamenti diagnostici. La certrificazione non ha nemmeno il timbro
della ASL, ma è firmata solo da uno psicologo privato, non contiene
nessun dettaglio sulla diagnosi, e si limita a certificare che il
ragazzo "è affetto da dislessia in forma lieve e ha bisogno degli
strumenti dispensativi e compensativi opportuni".
Chi l'ha conosciuto per i quattro anni precedenti è cascato dal pero,
perché di errori tipici da dislessico non ne aveva mai fatti (mentre
di cripto-dislessici autentici ma non diagnosticati, ce ne sono, e in
generale si vedono).
E adesso la sua tecnica di azione è questa: tra i vari accorgimenti
concordati, c'è anche il fatto che abbia diritto a fare le
interrogazioni programmate. Quindi si programma la verifica, si scrive
sul registro, solo che regolarmente, il giorno dell'interrogazione
programmata, il nostro non viene a scuola, oppure entra alla seconda
ora, o esce un'ora prima, a seconda della materia. Per le materie che
hanno poche ore a settimana, risulta quasi impossibile
Quando l'insegnante lo rivede, gli propone: "Allora, che facciamo?
Dovevi essere interrogato l'altra volta, ma non ti ho più visto... che
fai, vieni oggi?" Il ragazzo acconsente (in teoria potrebbe anche dire
di no e pretendere di fissare un'altra data, ma acconsente
liberamente)... e poi, se prende la sufficienza, finisce tutto in
gloria, e se invece va male comincia a contestare il voto, a
pretendere che sia invalidato, e a minacciare ricorsi e ritorsioni
perché sarebbero stati violati i suoi diritti in quanto quella
verifica "non era programmata".
Lisa
storia simile. Studentessa straniera, primo anno di liceo. Inizialmente
studiava abbastanza, poi ha iniziato a frequentare gli studenti "impegnati"
in politica e da allora non fa più una beneamata minchia. Ogni volta che c'è
una verifica lei se ne esce con un << eh ma io ero assente....eh ma io
queste cose non le so...>> ed altre storie simili. Del suo cambiamento ci
siamo accorti tutti, ma non riteniamo che abbia bisogno di un P.E.P. perchè
chi l'ha seguita dice che, appunto, semplicemente non fa nulla a casa. Tra
l'altro si sta ponendo anche in maniera abbastanza superba e
polemica....quindi non è escluso che possa assaggiare qualche pedata nel
kiulo nei mesi successivi.
--
maximum solacium est cogitare id sibi accidisse quod omnes ante se passi
sunt omnesque passuri; et ideo mihi videtur rerum natura, quod gravissimum
fecerat commune fecisse, ut crudelitatem fati consolaretur aequalitas
Naciketas
2010-12-17 20:07:52 UTC
Post by Arkannen
- E allora vieni a farti interrogare e mostrami che non è vero. -
Se ho capito bene le interrogazioni le fai alla cattedra.

a.

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